Parco, petizione con mille firme contro le strade colabrodo

15 Aprile 2018

Il Comitato territoriale che rappresenta 6 comuni passa all’azione: «La Provincia continua a dar buca» Un mese di silenzi dopo il vertice coi sindaci, riesplode la protesta. Verrà costituito un Osservatorio

PESCASSEROLI. Per un mese hanno atteso una risposta. E visto che gli amministratori pubblici «continuano a dar buca» e hanno dimostrato di «non essere in grado di assicurare la manutenzione delle strade e, colpevolmente, hanno lasciato in condizioni vergognose la rete viaria di un territorio ad alta valenza turistica» sono passati all’azione. Le dure parole, infatti, sono accompagnate da oltre mille firme di residenti stanchi di squarciare pneumatici o rompere sospensioni quando non riescono a dribblare la miriade di buche sulle strade del comprensorio, a cominciare dalla Regionale 83 Marsicana, principale arteria di collegamento fra i paesi del Parco nazionale.
La raccolta di firme del Comitato territoriale Alto Sangro è stata spedita al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, al presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, all’Anas, al presidente del Parco nazionale, Antonio Carrara, e ai sindaci del comprensorio.
Il Comitato, il cui referente è Erminio Colantoni, è composto dai residenti nei comuni di Alfedena, Barrea, Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli, Villetta Barrea e si è costituito lo scorso 18 marzo per affrontare le gravi problematiche del territorio, dalla viabilità alla sanità, fino alla carenza di servizi nelle scuole o nei trasporti, senza dimenticare banda larga e tanto altro ancora.
L’inizio di alcuni interventi in Val Fondillo a Opi non placa le ire degli automobilisti.
«È disastroso lo stato in cui versano da lungo tempo le strade dell’Alto Sangro, come la Regionale 83 Marsicana, in particolar modo nel tratto da Pescasseroli ad Alfedena, la Sannite da Villetta Barrea a Scanno, la Regionale 509 di Forca d’Acero da Opi al Valico di Forca d’Acero, la Provinciale del Lago di Barrea», sottolinea Colantoni, «abbiamo presentato la petizione a un mese dagli incontri pubblici con il presidente della Provincia e gli amministratori locali, nei quali sono state espresse vane e mendaci promesse e scuse non giustificabili, relative alla mancanza di fondi e all’instabilità meteorologica. Un mese in cui abbiamo atteso invano una risposta. Vivere nei nostri paesi diventa sempre più drammatico, dal momento che le istituzioni non assolvono ai loro compiti. Creeremo un Osservatorio sul dissesto del territorio, dalle strade alle frane, e sul disagio complessivo dei cittadini, delineando progetti che possano essere gestiti da giovani professionisti e da imprese locali, in grado di assicurare una manutenzione del territorio».
«La petizione per la messa in sicurezza delle strade dell’Alto Sangro», evidenzia Colantoni, «è stata sottoscritta da oltre mille persone, su una popolazione inferiore ai cinquemila abitanti». (r.rs.)
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