Parco piazza d’Armi De Santis (Idv): «Tanti punti oscuri»

20 Settembre 2019

Fa discutere in città il via libera al progetto dai costi lievitati  «La giunta affronti il problema e, nel caso, revochi l’appalto» 

L’AQUILA. La notizia del via libera al progetto per il parco urbano di piazza d’Armi, anticipata ieri dal Centro, fa discutere negli ambienti politici.
Secondo il consigliere Lelio De Santis (capogruppo Idv-Cambiare insieme) «la conclusione della conferenza dei servizi contiene pareri positivi, articolati e condizionati al punto da sembrare negativi e tali da far esprimere al Settore Ricostruzione beni pubblici del Comune notevoli perplessità tecniche. La storia del progetto del Parco urbano di piazza d’Armi», prosegue De Santis, «iniziata ormai 10 anni fa e sviluppatasi a tempo di lumaca, che ha un finanziamento di 23 milioni e che prevede diversi interventi di riqualificazione dell’area e la costruzione di un teatro di circa mille posti, arriva al punto cruciale nel 2016 con l’aggiudicazione dei lavori e della progettazione esecutiva alla ditta Rialto costruzioni spa di San Tammaro (Caserta), con un ribasso del 60,53% sul prezzo a base d’asta».
Un ribasso che il consigliere di opposizione ritiene «esorbitante e inspiegabile, che trova la sua giustificazione quando, in sede di progettazione esecutiva, la società aggiudicataria prevede delle varianti in aumento per circa 5 milioni. Naturalmente, la Società Pcq di Ancona, incaricata della verifica della congruità delle Varianti, esprimeva un parere di non conformità. Iniziava allora una serie di incontri a livello tecnico tra la Società Rialto, la Società di verifica e gli uffici comunali per trovare una soluzione concordata: viene partorito il topolino che accontenta tutti e che mette più soldi a disposizione della società aggiudicataria. Infatti, a fronte di un ribasso del 60,53%, il quadro economico rimodulato e concordato risulta: 13.060.010,62 per lavori al netto del ribasso; 4.128.970,18 per somme a disposizione per un totale di 17.188.980,80 di euro rispetto al totale dell’importo messo a gara di euro 22.950.548,84».
De Santis aggiunge che «il nuovo dirigente del settore, l’ingegnere Carugno, ha cercato di fare chiarezza e di accelerare l’iter di definizione del progetto, con l’attivazione della conferenza dei servizi, che ha espresso pareri articolati. Ora, risulta che la società Rialto è stata esclusa da alcune gare d’appalto in altre città e che si trova nella condizione particolare di concordato preventivo. Ritengo, pertanto, che la giunta comunale debba affrontare il problema, non lasciare che siano gli uffici ad assumere una decisione impegnativa, che attiene a profili non solo tecnici e a revocare, se del caso, l’aggiudicazione dell’appalto. Intanto, penso che sia doveroso che il consiglio comunale sia informato di questo appalto, che ha manifestato diverse ombre. A tal fine», conclude De Santis, «ho chiesto da tempo la convocazione della commissione di Garanzia e controllo e della commissione Territorio».