Parco Sirente-Velino, D’Amore presidente

Nominato il sindaco di Fagnano Alto. Marsilio: «Uomo del territorio». Critiche da Sinistra italiana e M5S
L’AQUILA. Firmati dal presidente della Regione i decreti di nomina del presidente del Parco regionale Sirente-Velino e di tre membri del direttivo, scelti su indicazione della comunità del Parco. Francesco D’Amore, sindaco di Fagnano Alto, è il nuovo presidente; Francesco Franceschi, Sabatino Musti e Gianfranco Tedeschi i consiglieri, cui si aggiungeranno a breve i tre che saranno nominati dalla Regione. «Dopo più di sei anni di commissariamento», affermano dalla Regione, «finalmente il Parco ha una governance fortemente legata al territorio e a chi lo vive tutti i giorni. Grazie alla legge di riordino voluta dal presidente Marsilio e dal vice Imprudente, la maggioranza dei componenti dell’organo direttivo, compreso il presidente, è designata dai Comuni ricadenti nel parco».
«Il direttivo», dichiarano il presidente Marco Marsilio e l’assessore Emanuele Imprudente, «ha finalmente la possibilità, ma anche la responsabilità, di governare il presente e di costruire il proprio futuro. Gli amministratori dei Comuni del Parco hanno ben compreso l’importanza della legge di riordino e la responsabilità che è stata loro attribuita, vista l’unanimità e la compattezza con le quali hanno espresso i propri rappresentanti in seno agli organi del parco. Il riordino ha anche previsto, in linea con gli indirizzi di taglio delle spese, la riduzione del numero di rappresentanti, compresi i revisori, e i connessi costi. La Regione è al fianco del Parco da cui si aspetta finalmente la predisposizione del piano e quindi del regolamento, mai approvati nella sua storia ultradecennale».
Critiche da Sinistra italiana e M5S sulla nomina. secondo Pierluigi Iannarelli, Stefano Lucantonio ed Enrico Perilli, «a sorpresa, si fa per dire, è stato nominato presidente di quel che resta del Parco il sindaco pescarese di Fagnano. Ci siamo battuti strenuamente insieme alla quasi totalità delle associazioni ambientaliste al fine di evitare la sciagurata riperimetrazione. Tutto è risultato vano e assistiamo al paradosso per cui chi si è battuto più degli altri per mutilare un territorio protetto è colui che è chiamato a gestirlo». Per Giorgio Fedele, consigliere regionale M5S, «si sta dando il parco proprio a quella mano che ha azionato i motori per tagliarlo, ma continueremo a vigilare».

