Parco, travestiti da orsi per curare l'orsacchiotta

Il veterinario e l'addetto del Centro visite devono evitare di entrare in confidenza con la trovatella raccolta sabato a Villavallelonga. Ancora nessuna traccia della madre
PESCASSEROLI. Il cucciolo di orso arrivato presso il ricovero veterinario del Centro Visita del Parco nazionale d'Abruzzo a Pescasseroli, sabato scorso in tarda mattinata, sta bene e sta crescendo. Suoi unici compagni il veterinario e il custode, che si avvicinano soltanto travestiti da orso. L'orsacchiotta ai sta nutrendo a sufficienza, tanto da essere cresciuta di 300 grammi in pochi giorni, inoltre stanno continuando i controlli sanitari per controllare lo stato di salute generale.
Al Parco nazionale stanno invece arrivando richieste dai visitatori, dai Media e dai diversi programmi televisivi di poter vedere, toccare o filmare l’orsetto. "Ci dispiace molto", spiegano direttore e presidente del Pnalm "perché, pur comprendendo il desiderio che un tale evento accende, al momento bisogna pensare prima di tutto al bene del cucciolo. Infatti il Parco, che non ha ancora abbandonato l’idea di un possibile ritorno dell’orsetto in natura, deve garantirgli la massima tranquillità riducendo il contatto al minimo per evitare l’imprinting sull’uomo, per cui gli si avvicinano soltanto il veterinario e la persona che lo sta nutrendo, vestiti da orso".
Da sabato sono continuate anche le operazioni di perlustrazione a tappeto della zona, sia per cercare segni di presenza della madre, sia per verificare che non ci fossero segni di possibili avvelenamenti. "Ad oggi possiamo affermare che fortunatamente non sono stati trovati segni di bocconi avvelenati e, purtroppo, però, ancora nessun segno di mamma orso", conclude il comunicato del Parco nazionale d'Abruzzo.

