Parco urbano di piazza d’Armi La corsa a ostacoli del progetto

6 Gennaio 2022

L’idea iniziale di riqualificazione (del 2008) fermata dal terremoto e poi ripresa, ma stenta a decollare Reperiti 22 milioni, ma un intoppo dietro l’altro blocca l’avvio del cantiere. Il Comune corre ai ripari

L’AQUILA. Il progetto di Parco urbano di Piazza d’Armi, che doveva essere sin dal 2011 il fiore all’occhiello della ricostruzione, si sta rivelando una corsa a ostacoli. L’ultimo intoppo qualche settimana fa, quando il progetto esecutivo ha avuto uno stop da parte della società chiamata a verificarlo (in base alla legge). Nella delibera di giunta di 2 giorni fa con la quale si nomina un “collegio consultivo tecnico” che dovrebbe sbloccare la situazione, si sottolinea che la società Rina Check (incaricata della verifica) “ha inoltrato i rapporti di controllo intermedi relativi ad attività di verifica espletate, evidenziato la necessità di azioni correttive sugli elaborati di progetto e rinviando l’analisi economica delle variazioni solo a seguito di accertamento dell’ammissibilità da parte della stazione appaltante”. Di fatto uno stop. E i problemi devono essere parecchi.
arrivano gli esperti
Il Comune non era tenuto per legge a nominare il “Collegio”, l’ha fatto per cercare di sciogliere i nodi attraverso una procedura assimilabile al lodo arbitrale. Verranno nominati 3 membri: uno per il Comune, uno per l’impresa che dovrebbe fare i lavori e un terzo super partes scelto dagli altri due che sul nome dovranno accordarsi. Le scelte andranno fatte tra “ingegneri, architetti, giuristi ed economisti con comprovata esperienza nel settore appalti, concessioni e investimenti pubblici, anche in relazione all’oggetto del contratto”.
LA STORIA
Il consiglio comunale (sindaco Cialente) il 17 settembre 2008, quindi ante-sisma, decise la riqualificazione urbanistica di piazza d’Armi con l’approvazione di un progetto preliminare, in variante al Prg. L’idea era di realizzare un grande parco urbano. Quell’area è stata per decenni di proprietà del demanio militare e utilizzata prevalentemente per le esercitazioni. A un certo punto il terreno viene messo in vendita e l’amministrazione, per evitare di farlo finire in mano a privati, pronti magari a lottizzarne ogni angolo, lo acquista per poco più di 2 milioni. Il 6 aprile 2009 arriva il terremoto e tutto si ferma. Piazza d’Armi e dintorni vengono occupati da tendopoli e strutture della protezione civile. Il parco deve aspettare.
2013
Nel 2013 il progetto viene “resuscitato” e nel frattempo si cerca di dare una sistemata a tutto l’accesso Ovest della città con l’ampliamento di viale Corrado IV. Valorizzare un’area, quella di piazza d’Armi, dove intanto sono nate nuove strutture e altre sono state riqualificate diventa non più rinviabile. Viene indetto un bando europeo di progettazione vinto dalla società Modostudio che mette l’idea nero su bianco e stima in circa 20 milioni il costo di realizzazione. Alla stessa società viene affidata anche la progettazione definitiva. Per trovare i soldi il Comune partecipa al bando nazionale Piano Città (iniziativa del 2012 dell’allora governo Monti), è fra i 28 comuni vincitori e ottiene 15 milioni. Altri 3 giungono dall’Australia e in particolare dal Comitato Australian Abruzzo che li raccoglie fra i cittadini di origine italiana. Infine il Pd, attraverso la Legge mancia, ne aggiunge altri 4 e si giunge così a 22 milioni. 2014
Nel 2014 viene messo a punto il progetto definitivo che sarà quello che andrà poi a gara d’appalto. Il costo rispetto all’ipotesi iniziale è più contenuto, 18 milioni. L’area oggetto dell’intervento è di 95.604 metri quadrati; il teatro cilindrico è ispirato al Globe Theatre di Londra, ha un diametro di 46 metri e una superficie di quasi 4.000 metri quadrati. Il parcheggio è interrato su due livelli per 13.000 metri quadrati circa, infine c’è un edificio a funzione direzionale (uffici o altro) di 1.000 metri quadrati.
2015
Nel 2015 viene indetta la gara per un cosiddetto appalto integrato. In sostanza la ditta che se lo aggiudicherà dovrà fare anche il progetto esecutivo. Base d’asta 18 milioni.
2016
Il 16 febbraio 2016 vengono aperte le buste. La spunta l’impresa Rialto Costruzioni spa di San Tammaro (Caserta) che si dice pronta a fare i lavori per un importo di 10.297.290 euro (inclusa la progettazione esecutiva). L’aggiudicazione avviene al massimo ribasso e la Rialto, rispetto alle altre 50 imprese concorrenti, ne offre uno del 60%. 2017-2018. Nel 2017 la Rialto presenta in Comune il progetto esecutivo e qui c’è la sorpresa. Infatti, secondo la ditta, i 10 milioni non bastano per fare i lavori, ma ce ne vorrebbero almeno 15. La cosa viene giustificata dal fatto che vanno migliorate diverse cose tra cui la vulnerabilità sismica della struttura. I calcoli vanno rifatti. La società che doveva “validare” il progetto, la Pcq, il 18 ottobre 2017 comunica all’amministrazione che “lo sviluppo dell’analisi preliminare del progetto esecutivo (quello fatto dalla ditta aggiudicataria) evidenzia una serie di modifiche rispetto al progetto definitivo posto a base di gara, in particolare il quadro economico di progetto risulta variato in aumento in modo significativo” quindi il Comune “ha richiesto alla ditta Rialto Costruzioni spa di comunicare le considerazioni ergotecniche e costruttive per la valutazione delle varianti apportate ovvero provvedere a presentare un nuovo progetto esecutivo ricondotto alle previsioni e importi del progetto definitivo”.
NUOVO PROGETTO 2019
A fine gennaio 2019 la ditta appaltatrice ha trasmesso al Comune “il nuovo progetto esecutivo rielaborato in ordine ai requisiti di conformità e alle esigenze di esecuzione dell’appalto con la rideterminazione del quadro tecnico economico” che ammonta a poco più di 13 milioni.
2021
Ma anche questo progetto non ha superato la verifica e siamo al Collegio che dovrebbe trovare la via d’uscita.