Parroco derubato a Castel di Sangro: spariti 50mila euro

I presunti autori sono due frequentatori della chiesa di San Giovanni che si sarebbero intascati i soldi di sacramenti e offerte
CASTEL DI SANGRO. Per tre mesi avrebbe notato strani segnali: sedie spostate, cassetti chiusi male e ammanchi di denaro. Mai, però, avrebbe immaginato che dietro la sparizione delle offerte potessero esserci due suoi stretti collaboratori. Il maxi furto, per un valore complessivo di circa 50 mila euro, è avvenuto nella parrocchia di San Giovanni Battista di Castel di Sangro. A denunciare l’accaduto è stato il parroco, don Domenico Franceschelli, dopo essersi accorto che mancavano somme raccolte attraverso sacramenti, donazioni e attività parrocchiali. I sospetti si sono concentrati su due uomini di 40 e 50 anni, cognati tra loro e molto vicini all’ambiente della chiesa, tanto da essere in possesso delle chiavi. I carabinieri della locale stazione, coordinati dal capitano Giuseppe Testa, hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza e avrebbero individuato i due mentre sottraevano il denaro.
Entrambi sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Sulmona con l’accusa di furto aggravato e continuato. Tra le aggravanti contestate ci sarebbe anche il rapporto di fiducia instaurato con il sacerdote. Le indagini, tuttavia, non sono ancora concluse. I militari stanno ascoltando decine di parrocchiani anche per escludere l’eventuale coinvolgimento di altre persone. «Ora sono più tranquillo, ma non sono stati giorni facili», ha dichiarato don Domenico. Poi, con amara ironia, ha aggiunto: «Questa volta non basterà un Padre Nostro». Il riferimento è ai due presunti autori individuati dai carabinieri al termine delle prime indagini che sono state avviate dopo la denuncia del parroco. L’episodio ha suscitato sconcerto nella parrocchia e nell’intero capoluogo sangrino dove non si parla d'altro ormai da giorni.
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