Parte la diffida al Consorzio di bonifica

10 Agosto 2019

Il sindaco di Celano, Santilli, e un gruppo di imprenditori agricoli sono pronti a chiedere i danni

CELANO. Sindaco di Celano e imprenditori del Fucino danneggiati dall’alluvione di fine luglio, pronti ad adire le vie legali se il Consorzio di bonifica non adotterà tutti gli interventi necessari per evitare nuovi danni.
L’aut aut del sindaco Settimio Santilli e del gruppo di aziende agricole, con terreni nei territori di Celano e Aielli – assistiti dall’avvocato Franca Innocenzi – concede all’Ente di bonifica presieduto da Gino Di Berardino sette giorni per «porre in essere, come più opportuno rimedio indifferibile e urgente, al fine di evitare il ripetersi degli allagamenti, un intervento di carattere straordinario mirato alla ribattuta delle quote dei canali principali e dei fossati di scolo; agli ampliamenti di sezione dei canali; alla realizzazione di vasche di espansione munite di pompe idrovore».
Qualora la diffida non avrà riscontro, «il Comune di Celano», sostiene Santilli, «darà corso alle azioni più opportune, anche di natura giudiziaria, a tutela dei propri cittadini». Sulla stessa linea gli imprenditori agricoli assistiti dall’avvocato Innocenzi, che non risparmia una stoccata al Consorzio, poiché «le colture insistenti sui terreni allagati», evidenzia l’avvocato Innocenzi, «hanno subìto danni irreversibili, che le rendono totalmente inservibili. Questo scenario è il risultato di un comportamento assolutamente negligente e imprudente da parte del Consorzio di bonifica Ovest, che, nonostante una dichiarata allerta meteo, non ha posto in essere interventi di manutenzione idraulica atti a tutelare e preservare la rete idrica. Nello specifico non ha posto in essere in via precauzionale manovre dirette a regolare il livello delle acque dei canali, tali da contenere la prevedibile piena».
Gli imprenditori agricoli ricordano che lo statuto affida al Consorzio il compito di realizzare opere finalizzate alla manutenzione e ripristino ambientale e di protezione dalle calamità naturali mediante forestazione e interventi di manutenzione idraulica.
Azione che, secondo il gruppo di imprenditori di strada 14, 15 e 16, l’Ente non avrebbe svolto appieno. Quindi «quella negligenza nell’adempiere alla propria funzione lo rende responsabile del procurato danno». (m.s.)
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