Partita del cuore, studenti protagonisti: solidarietà e applausi

10 Maggio 2019

Una selezione di Scienze motorie si aggiudica il torneo Promossa raccolta di fondi per acquistare un defibrillatore

L’AQUILA. È stata una delle squadre di Scienze motorie la prima classificata della 24ª edizione della Partita del Cuore. L’ormai tradizionale appuntamento si è svolto allo stadio Gran Sasso-Acconcia e ha visto la partecipazione di un migliaio di spettatori tra studenti, docenti e curiosi. Solitamente riservata agli atleti delle scuole medie e superiori, la partita, inserita anche nel cartellone per la tappa aquilana del Giro, ha visto per la prima volta la partecipazione di due squadre della facoltà di Scienze Motorie, la prima delle quali si è subito fatta valere. Molto combattuta la finale che ha visto piazzarsi al secondo posto la squadra dell’istituto da Vinci-Colecchi (Ipsiasar). Terza classificata la squadra formata dagli allievi dell’Aquila che per la seconda volta hanno partecipato al torneo. L’appuntamento è stato anche l’occasione per ricordare la figura del professore Nicola Bruno, al quale è stato intitolato per il secondo anno consecutivo un Memorial, ieri consegnato ai ragazzi di Scienze motorie dell’Ateneo aquilano.
Al termine della manifestazione è stato assegnato alla squadra vincitrice il trofeo messo a disposizione della Fondazione Carispaq, mentre le coppe e il premio per gli arbitri sono stati donati dal Panathlon club L’Aquila. Grande soddisfazione per la riuscita della manifestazione che gode del patrocinio del Comune, della Provincia, della Regione, è stata espressa da parte di Domenico Ludovici, presidente del comitato organizzatore L’Aquila città solidale. «È ormai un appuntamento atteso in città», ha commentato, «e l’affetto dimostrato è sempre crescente». Il ricavato dal costo del biglietto d’ingresso di 5 euro sarà destinato all’acquisto di un defibrillatore per l’istituto d’istruzione superiore “Colecchi”. Lo scorso anno, i proventi della partita erano stati investiti per l’acquisto dello stesso macchinario donato all’Ipsiasar da Vinci.
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