Partita la Lunga marcia per L’Aquila

29 Giugno 2014

I partecipanti saranno ricevuti il 6 luglio dal sindaco di Roma

L’AQUILA. «Lunga Marcia» per L’Aquila, cammino e riflessione per non spegnere la luce sulla ricostruzione e per far sì che L’Aquila sia il punto di partenza per un’Italia nuova. Partita ieri dall’Aquila, la Lunga Marcia, organizzata da «Movimento Tellurico» e numerosissime organizzazioni ambientaliste, attraverso diverse tappe giungerà il 6 luglio a Roma dove ad attenderla ci sarà il sindaco della Capitale Ignazio Marino. I marciatori, circa 60 alla partenza, si fanno portatori di un messaggio: ripartire dalla messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente. Ieri si sono incontrati all’Auditorium del Parco per una tavola rotonda organizzata nell’ambito della Festa della creatività organizzata dall’associazione 180 amici e dopo un pranzo offerto dagli Alpini sono partiti alla volta di Ocre. Per molti non era la prima volta. La Lunga Marcia, infatti, nasce tre anni fa, e lo scorso anno ha preso avvio da altri territori colpiti dal sisma, quelli dell’Emilia. All’inizio L’Aquila era la destinazione finale, oggi invece è il punto di partenza. «Ricordo quando il sindaco Cialente, davanti ai No Tav, prese un impegno: ripartire dalla messa in sicurezza dell’esistente, solo dopo si potrà parlare di grandi opere», ha spiegato Enrico Sgarella, organizzatore della Marcia sin dalla prima edizione. «Il pensiero alle grandi opere non fa che alimentare scelte di speculazione. La crescita buona è la messa in sicurezza del patrimonio. Da qui la nostra iniziativa di presentare un progetto di legge perché ogni spesa per la messa in sicurezza delle nostre abitazioni diventi deducibile». Tanti chilometri, tanti momenti di incontro con la società civile, che comprende e condivide, spiega Mimmo Arienzo di Movimento Tellurico: «La società civile è con noi, la politica è ancora molto lontano. Perciò quest’anno abbiamo deciso di andare alla volta della città delle Istituzioni dello Stato». Dall’Emilia tanti camminatori come Silvano Tagliavini da Novi di Modena: «Quando lo scorso anno ho iniziato questa marcia pensavo di portare io qualcosa, invece ho scoperto che tutti coloro che abbiamo incontrato mi hanno arricchito. L’Italia merita questa legge come ne merita un’altra che definisca cosa fare dopo le emergenze». I marciatori il 6 luglio consegneranno al sindaco Marino un documento sulla storia dell’Aquila.

Barbara Bologna

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