Passa il bilancio, ma senza la Lega Caos centrodestra e opposizione

Esplode il conflitto con Fratelli d’Italia. La consigliera Del Beato annuncia il passaggio al Gruppo misto Polemica tra Masciocco (Art. 1) e il gruppo di Di Benedetto accusato di fare da “stampella” alla destra
L’AQUILA. Con sedici voti a favore e 7 contrari, il consiglio comunale ha approvato ieri in tarda serata, dopo una lunga maratona, il bilancio di previsione 2020-2022. Lo strumento finanziario, illustrato in aula dall’assessore competente, il vicesindaco Raffaele Daniele, ha una movimentazione in entrata e in uscita di 512 milioni di euro: «Più bassa rispetto al passato», ha commentato Daniele, «perché, ed è un fatto storico, il bilancio viene approvato prima del 31 dicembre, in netto anticipo. Le reimputazioni successive e il consuntivo riporteranno i valori del bilancio a quelli consueti». L’avanzo di amministrazione certificato, invece, è di circa 14 milioni di euro.
DOPPIA SPACCATURA. Il dato da rilevare, tuttavia, non è tanto quello tecnico della puntualità quanto quello politico della doppia spaccatura consumatasi in seno alla maggioranza e all’opposizione. La seduta di ieri ha infatti sancito una frattura forse non più ricomponibile tra il sindaco Pierluigi Biondi e una parte importante della sua coalizione. Ben quattro consiglieri della Lega – Di Luzio, De Santis, De Blasis e Cucchiarella – hanno disertato i lavori non partecipando al voto finale sul documento, accompagnati, in questa specie di Aventino in salsa locale, anche da Roberto Jr Silveri. Peraltro il Carroccio si è a sua volta scisso perché Tiziana Del Beato, che con la Lega si era candidata anche alle Regionali dello scorso febbraio, ha scelto di rimanere fedele al sindaco, comunicando, a fine giornata, la sua fuoriuscita dal gruppo salviniano e l’ingresso in quello misto.
CENTROSINISTRA CAOS. Ma a fare più rumore è la lacerazione apertasi all’interno del centrosinistra per via della scelta del Passo Possibile di assicurare, rispondendo all’appello iniziale, il numero legale, proprio nel momento in cui il centrodestra poteva contare solo su 11 consiglieri su 21, a causa delle calcolate assenze dei frondisti. Anziché sfruttare il momento di debolezza della maggioranza, il gruppo dell’ex candidato sindaco Americo Di Benedetto ha deciso («per senso di responsabilità istituzionale» è stata la spiegazione fornita) di partecipare comunque ai lavori, scatenando le reazioni degli altri gruppi di minoranza, Articolo 1 e Coalizione sociale in testa. Giustino Masciocco (Articolo 1) e Carla Cimoroni (Coalizione sociale) hanno accusato esplicitamente Il Passo Possibile di essere la nuova stampella della maggioranza (in aula c’è stato uno scambio abbastanza acceso di vedute tra Masciocco e Di Benedetto). Ma anche il capogruppo del Pd Stefano Palumbo ha chiesto a Di Benedetto e al Passo Possibile di fare chiarezza: «Non si possono assumere due posizioni diverse in Regione e in consiglio comunale. Non scomodate l’interesse superiore per il bene della città, quello è un’altra cosa».
PASSI POSSIBILI. «Abbiamo capito tutti che la maggioranza di centrodestra non c’è più e che, sempre e comunque dall’opposizione, sempre da una posizione politico-amministrativa alternativa, la cittadinanza ha bisogno di risposte, concrete e immediate. Abbiamo lavorato con centinaia di emendamenti per migliorare dove si poteva. E nonostante il nostro voto contrario a tutti i provvedimenti proposti dalla giunta, ne abbiamo portati a casa diversi», è stata la risposta del capogruppo del Passo Possibile Paolo Romano. Il consiglio ha approvato anche il Dup (il Documento unico di programmazione), la delibera riguardante la razionalizzazione delle società partecipate e la modifica al regolamento dell’imposta unica comunale (Iuc). Riguardo a quest’ultima, sarà introdotta una riduzione del 20 per cento della tassa sui rifiuti per i nuclei familiari provenienti da altri comuni che acquisiranno la residenza nel comune dell’Aquila. Via libera anche al piano finanziario dell’Aquilana società multiservizi, il cui importo sarà di circa 14 milioni e mezzo. Per quanto concerne invece i tributi locali, sono state confermate anche per il 2020 le tariffe Tari nonché le aliquote e le detrazioni di Imu e Tasi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

