Passerotti a Confcommercio: «Si alla sospensione delle tasse»

Circa 900 attività sono chiuse, il commissario prefettizio risponde alla richiesta dei commercianti «Siamo pronti a sostenere anche i lavoratori, ma la strada va tracciata insieme al governo»
AVEZZANO. Saracinesche abbassate al 90% in città, dove l’emergenza coronavirus, cosi come nel resto del Paese in quarantena, ha messo in ginocchio le imprese: su un migliaio di attività del commercio circa 900 sono chiuse da quasi un mese, mentre l’uscita dal tunnel è ancora incerta. Confcommercio bussa alla porta del commissario prefettizio, Mauro Passerotti, affinché «deliberi per l’immediata sospensione del pagamento delle tasse e delle imposte locali a carico delle imprese e le famiglie, rinviandone la riattivazione alla fine dell’emergenza sanitaria da Covid-19. In questo modo», sottolinea il presidente, Giuliano Montaldi, «l’amministrazione locale si adeguerebbe a una linea di azione coerente, unitaria e uniforme con le direttive del Governo nazionale e della Regione». Il sistema Confcommercio è in prima linea, fin dal 23 di febbraio, quando è scoppiata l’emergenza per sollecitare le «misure di sostegno alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Un’attività costante», chiosa Montaldi, «per mettere in luce le necessità della grave situazione dei settori che stanno pagando un salasso altissimo sull’altare della drammatica emergenza del coronavirus».
La strada della sospensione immediata dei tributi senza paracadute, però, non convince troppo l’inquilino del palazzo: Passerotti preferisce la linea attendista, nella speranza di «una disposizione del governo Conte, all’indirizzo dei comuni, già ipotizzata», afferma, «che consenta riduzioni congrue dei tributi verso i cittadini a fronte di trasferimenti di risorse dallo stato centrale verso le municipalità. La situazione merita una attenta valutazione e approfondimento». Per il vice prefetto alla guida del comune di Avezzano da quasi un anno la chiave di volta per gli enti locali, stretti tra le aspettative di cittadini e imprese locali e risorse sempre più limitate, passa attraverso aiuti concreti dello Stato e un percorso all’insegna della condivisione e del coordinamento in primis tra gli Enti locali poi con il Governo. «I provvedimenti adottati singolarmente da alcuni Comuni», evidenzia il commissario, «sollevano la questione, ma si tratta, in gran parte solo di sospensioni delle imposte locali che comunque restano esigibili e, anzi, avranno l’effetto per le famiglie di affrontare la spesa comunque e per di più tutta insieme domani. Occorre invece che si faccia chiarezza a livello centrale e sono sicuro che la questione verrà e dovrà essere esaminata consentendo ai Comuni di operare serenamente riduzioni di tributi congrue realmente a vantaggio dei cittadini a fronte di opportuni conseguenti trasferimenti di risorse da parte del Governo centrale. Ritengo opportuno che l’esecutivo si ponga la questione dei Comuni e si attende un pronunciamento in tal senso con disposizione altrettanta concreta che peraltro si deve ritenere imminente in quanto già ipotizzata». Passerotti, quindi, lascia la porta aperta alla richiesta di Confcommercio ma, prima di fare un passo in avanti che porterebbe a un rinvio delle tasse da recuperare in futuro, punta a una «copertura economica del governo».
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