Passerotti in campo a difesa del tribunale

30 Gennaio 2020

AVEZZANO. Stop alla politica delle proroghe per il tribunale di Avezzano e gli altri presìdi della giustizia abruzzesi appesi a un filo. «La questione», afferma il commissario straordinario, il vice...

AVEZZANO. Stop alla politica delle proroghe per il tribunale di Avezzano e gli altri presìdi della giustizia abruzzesi appesi a un filo.
«La questione», afferma il commissario straordinario, il vice prefetto Mauro Passerotti, che ha girato una richiesta ufficiale ai piani alti della politica, «va risolta in via definitiva. Governo e Parlamento si attivino, ciascuno per le rispettive competenze, con gli strumenti previsti e concessi dall’ordinamento al fine di una rivisitazione della geografia giudiziaria e a promuovere ogni iniziativa legislativa volta alla riapertura dei tribunali soppressi o in fase di soppressione (Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto), così da non pregiudicare l’inviolabile diritto alla giustizia, incardinato nei principi della Costituzione della Repubblica italiana». Il tribunale di Avezzano e gli altri tre presidi abruzzesi, infatti, seppur formalmente soppressi, sopravvivono da anni per le proroghe, in uno stillicidio perenne che, naturalmente, non giova alla causa. «Senza dimenticare che il nostro tribunale, ricorda Passerotti, «ha costantemente ed efficacemente assolto alla sua funzione di amministrazione della giustizia, risultando nel corso del quinquennio 2005-2010 il primo in Italia per volume di attività. Ancora oggi ha un notevole carico di lavoro e un elevato numero di utenti, e insiste in un territorio che per estensione e abitanti rappresenta la metà dell'intera provincia dell'Aquila. Ciò nonostante l’ipotesi di chiusura dei tribunali cosiddetti minori, tra cui Avezzano, potrebbe concretizzarsi». Eventualità da scongiurare a tutti i costi per Passerotti, sia per il contrasto alla criminalità in un’area di confine come la Marsica, che per gli effetti nefasti sull’intera economia locale. «L’eventuale soppressione con il trasferimento di magistrati e personale di cancelleria e ausiliario», chiosa, «arrecherebbe gravissimi disagi, non solo agli stessi, ma anche e, soprattutto, per tutta la popolazione dei Marsi, che si troverebbe costretta a recarsi negli uffici giudiziari dell’Aquila con ripercussioni pesanti sull’intera economia locale. La presenza di un presidio giudiziario risulta necessaria e indispensabile per il contrasto a ogni forma di illegalità su un territorio vasto come il nostro e facilmente esposto a infiltrazioni malavitose di Regioni limitrofe: l’abolizione o ridimensionamento del tribunale potrebbe determinare un aumento delle diverse forme di criminalità purtroppo già presenti e diffuse nella zona». Contro la chiusura si sono espressi tutti i Comuni marsicani, pronti a compartecipare alle spese per mantenere il presidio, ordini professionali, associazioni di categoria, sindacati e politici. (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.