Passi avanti per il recupero del Torrione

Incontro al Comune per l’intervento di restauro. La Soprintendenza: «Aspettiamo il piano dettagliato»
L’AQUILA. Nel 2009 era alto circa 15 metri, mentre oggi sfiora appena i sei metri e di anno in anno perde parti preziose. Il Torrione, simbolo di uno dei quartieri più grandi della città e testimone della storia medievale dell’Aquila, rischia di andare perduto.
Proprio per porre rimedio alla situazione nei giorni scorsi si è svolta una riunione tecnica al Comune (Settore ricostruzione pubblica), per concretizzare un intervento di studio, indagine e restauro dello storico simbolo. La direzione tecnica-scientifica delle indagini archeologiche sarà condotta dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell'Aquila e cratere, diretta da Alessandra Vittorini, che dal proprio profilo Facebook fa sapere: «Valutato positivamente (a novembre 2017) il progetto di massima presentato, la Soprintendenza attende il progetto di dettaglio con il programma delle indagini preliminari». Già nel 2014 c’era stata qualche manifestazione di interesse da parte di aziende aquilane per il recupero del Torrione, che potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi. Il monumento è stato, negli anni, oggetto di diverse indagini. In particolare a studiarlo recentemente è stato il docente di Archeologia medievale Fabio Redi, insieme alla sua équipe. Secondo gli studi, il Torrione doveva essere uno degli elementi principali dell’acquedotto di Santanza, realizzato nel 1304 grazie al toscano Guelfo da Lucca, capitano di giustizia. L’acquedotto fu costruito in un solo anno e doveva avere origine nel monastero di San Giuliano. Due «piramidi» vicino alle mura urbane furono costruite per alimentare le fontane cittadine. Una di esse era appunto il Torrione, che in epoca romana doveva ospitare, nella parte inferiore, una tomba. Le due torri dovevano servire a ridurre la pressione che altrimenti avrebbe creato danni alle tubature. I lavori sul Torrione potrebbero servire anche a risolvere l’enigma della storia del monumento. Si potrebbe infatti pensare di prelevare dei campioni di malta dalla struttura per capirne definitivamente l’epoca di realizzazione e definire se nel periodo romano il Torrione aveva funzioni funerarie, come sembrerebbe, o se è stato realizzato solo in epoca medievale. Alla base del monumento, infatti, c’è una nicchia che probabilmente conteneva già nel primo secolo avanti Cristo un’urna con le ceneri del defunto. Ipotesi, tuttavia, tutta da verificare. (m.c.)
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