Passo possibile: metà donne e metà uomini

Di Benedetto presenta la sua lista e respinge le accuse di conflitto di interessi con i costruttori
L'AQUILA. Il più giovane ha 23 anni, è uno studente e ha tanti sogni da realizzare, dalla sua parte ci sono l'ambizione, l'entusiasmo di un'esperienza unica (quella della competizione elettorale) e magari anche un po' di sana incoscienza. Il meno giovane ha 69 anni e punta sull'esperienza «che servirà ai giovani a imparare a fare politica». Una lista elettorale, quella del “Passo possibile” del candidato sindaco del centrosinistra, Americo Di Benedetto, eterogenea per età e professioni, che attinge al mondo civico e cerca di «coprire tutte le sensibilità della città», presentata ieri a Palazzo Fibbioni alla presenza dei 32 candidati. Metà donne e metà uomini. Dal titolare di una storica attività commerciale aquilana al fotografo; dal medico all'avvocato; dal presidente di circoscrizione al dipendente di una municipalizzata; sino ai due lavoratori (Rsu) proprio della Gsa, la società della quale Di Benedetto è presidente, circostanza che fa sottolineare al centrodestra l'esistenza di un “conflitto d'interessi”. Ufficializzazione della lista in grande stile che ha anticipato di un giorno l'avvio della campagna elettorale vera e propria (oggi alle 18,30 al ridotto del Teatro comunale) e di due giorni l'inaugurazione del comitato elettorale, in via Vicentini (domani sempre alle 18.30). Di Benedetto rimanda a oggi pomeriggio al Ridotto la descrizione del programma per affrontare i problemi che pesano ancora sull'Aquila, città da ricostruire soprattutto su un piano sociale e del lavoro. Sollecitato dalle domande dei giornalisti, però, Di Benedetto si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, in particolare sulle polemiche sollevate dai suoi competitor, a proposito della copresenza di Di Benedetto e del coordinatore dell'associazione di imprese che sta realizzando i sottoservizi, Gianni Frattale, ad Arischia per una iniziativa elettorale. «Esiste la certezza del comportamento. Preoccupatevi di quello che non si vede», ha detto Di Benedetto, «non di quello che si vede. Prima si è fatta polemica sul mio ruolo di presidente della Gsa, ora sulla partecipazione di Frattale a un evento pubblico. Non posso rincorrere situazioni che sono nulla innanzi al libero elettore che sceglierà chi votare. La mia storia è cristallina. Non ho mai preso un rimborso a pie' di lista. Ho fatto l'amministratore per più anni e ho potuto dimostrare il mio modo di operare. Ognuno è responsabile di ciò che ha fatto».
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