Patata Igp del Fucino Il Consorzio è una realtà

26 Febbraio 2017

Il ministero per le Politiche agricole ha riconosciuto funzioni e cariche dell’ente Lolli al Covalpa: «Rappresenta un modello e un’eccellenza per la regione»

CELANO. Il ministero per le Politiche agricole e forestali ha riconosciuto le funzioni e le cariche del Consorzio di tutela Igp-Patata del Fucino. Questo Consorzio, costituito nel dicembre scorso, dopo il riconoscimento dei marchi Dop e Igp delle patate, ha lo scopo di sviluppare le azioni di informazione per migliorare la conoscenza, favorire la divulgazione, tutelare il marchio, promuovere e valorizzare il prodotto marsicano. Il riconoscimento dato dal ministero dà la possibilità a tutti i partecipanti alla filiera di usufruire dei finanziamenti del bando Mipaaf per la promozione e la divulgazione del prodotto, tali da garantire nel breve termine la partecipazione a fiere e mostre, scambi internazionali e visite agricole, e azioni di salvaguardia e sostegno per lo sviluppo del prodotto. Soddisfazione è stata espressa dal direttore del Consorzio, Mario Nucci, e dal consiglio di amministrazione composto da Rodolfo Di Pasquale (presidente), Raffaele Torti (vice presidente) e i consiglieri Pasquale Angeloni, Alessio Angelucci, Benedetto Caiola, Antonio Cambise, Gino Di Berardino, Gino Di Pietro e Maurizio Faenza. Intanto il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ha visitato l’azienda del Covalpa, un incontro arrivato a pochi giorni da questo importante riconoscimento.

Un faccia a faccia nel quale il direttore Sante Del Corvo ha fatto gli onori di casa. Con l'esponente della Regione sono state affrontate diverse tematiche, Lolli, che non era mai stato nello stabilimento marsicano ne è rimasto positivamente colpito, riconoscendone il forte valore che ha sul territorio, non solo in termini di produttività, ma anche sotto il profilo occupazionale.

Il Covalpa, che si occupa della lavorazione e trasformazione in surgelati di prodotti orticoli, occupa quasi 250 dipendenti tra stagionali e fissi. Lavora i prodotti raccolti non solo nel Fucino, ma anche quelli provenienti dal Foggiano, dalla costa abruzzese, da Salerno e Latina, riuscendo a coprire i 12 mesi di lavorazione. Una società con un fatturato di 20 milioni di euro l’anno, che punta sulla qualità dei prodotti. «Ero molto curioso di vedere questa realtà produttiva», ha spiegato Lolli, «rappresentate un’eccellenza e un modello per tutta la regione».

Dal 1992 a oggi la cooperativa che gestisce l’impianto ha investito 35 milioni di euro per ammodernarla e renderla competitiva. La visita di Lolli è servita anche per affrontare il discorso dei Pif (Progetti integrati di filiera) e dei Psr (piano di sviluppo rurale) per i quali a breve usciranno i bandi.(d.c.)

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