Patate del Fucino, è record Salgono prezzi e richieste

L’andamento negativo in Germania e Francia fa sorridere i produttori marsicani Il Consorzio di tutela Igp fissa la vendita a 40 centesimi al chilogrammo
CELANO. Annata da incorniciare per la patata del Fucino, spinta anche dall’andamento negativo in Germania e Francia, dove la produzione ha registrato un saldo negativo. Il calo nei Paesi europei spinge in alto la richiesta dei prodotti fucensi dove la stagione è stata più che positiva. E fa lievitare anche il prezzo, come non accadeva da decenni (come per esempio alla Borsa patate di Bologna). Il Consorzio di tutela Igp della patata del Fucino ha fissato la vendita del tubero – franco magazzino dei condizionatori cernite e calibrate – a 40 centesimi al chilo. «A raccolta ultimata di patate nel Fucino», afferma il direttore Mario Nucci, «si possono trarre le prime conclusioni positive sia in termine di rese di produzione che di qualità, costantemente sopra la media, sia per l’incremento delle richieste che dei prezzi. A causa della carenza di prodotto, circa il 20-30% in meno, nei maggiori Paesi di produzione pataticola in Europa la domanda di patate del Fucino è aumentata di molto».
Il consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela Igp patata del fucino, nell’ultima riunione dove hanno partecipato anche tutti i confezionatori soci (Ampp, Torti, Angelucci, F.lli Cambise, Cooperativa la Serra, la Campagnola, Sielca 2 e Cooperativa Coltor), quindi, ha concordato all’unanimità il nuovo prezzo di vendita delle patate del tubero Igp, da immettere sul mercato: la confezione da 1,5 kg a 0,85 euro/kg; 2 e 2,5 kg a 0,80 euro/kg; in sacco a rete da 5 kg a 0,80 euro/kg. Il tutto franco arrivo sovra imballo in cartone compresso. «Quelle immesse sul mercato», sottolinea Nucci, «avranno una confezione unica per tutti i confezionatori soci del consorzio di tutela, anche con l’offerta di patate viola e a buccia rossa con un nuovo imballaggio».
Buone notizie, anche sul fronte analisi di qualità che vengono effettuate nelle varie fasi della filiera che hanno confermato «l’eccellenza del prodotto Igp patata del Fucino in cui si riscontra un alto contenuto di fosforo e potassio».
La stagione nell’area fucense, quindi, al contrario di altre realtà dove si producono patate di qualità, anche nel Bel Paese, come a Bologna, dove si è registrato un calo quantificato attorno al 5%, è andata nel migliore dei modi.
«I conti si fanno sempre alla fine», dichiara il direttore di Confagricoltura, Stefano Fabrizi, «ma la stagione, caratterizzata da un ottimo raccolto sia in termini di qualità che di qualità, con costi di produzione minori, si annuncia più che positiva. E chi si è attrezzato per lo stoccaggio del prodotto nei magazzini può spuntare un profitto migliore». (m.s.)
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