Patto a difesa delle 600 donne LFoundry

9 Marzo 2018

Siglato da azienda e Uil contro molestie o violenze: «Misure adeguate per i colleghi irrispettosi»

AVEZZANO. Nel giorno dedicato all’universo femminile, LFoundry sigla un accordo per dire no alle molestie e alla violenza nei luoghi di lavoro. Sono poco meno di 600 le donne che ogni giorno lavorano nella seconda azienda più grande d’Abruzzo (la LFoundry ha 1.550 dipendenti diretti, 200 indiretti e a un indotto che dà lavoro a 400 persone). Spingono i carrelli come i loro colleghi uomini, entrano ed escono nella clean-room osservando turni da 12 ore e si occupano di microelettronica e memorie volatili. Non ricoprono ruoli dirigenziali, ma sono gli anelli di una catena di montaggio che garantisce una produzione 24 ore su 24. Per tendere loro una mano, l’azienda passata sotto il controllo dei cinesi di Smic ha accolto l’invito rivolto dal coordinamento Pari opportunità e politiche di genere della Uil Abruzzo.
«LFoundry ritiene inaccettabile ogni atto o comportamento che si configuri come molestie o violenza nel luogo di lavoro», è quanto riportato nell’accordo, «e si impegna ad adottare misure adeguate nei confronti di colui o coloro che le hanno poste in essere». In sintesi, è stato messo nero su bianco l’impegno dell’azienda a riconoscere «il principio che la dignità degli individui non può essere violata da atti o comportamenti che configurano molestie o violenza e che vanno denunciati i comportamenti molesti o la violenza subite sul luogo di lavoro. Nell’azienda tutti hanno il dovere di collaborare al mantenimento di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignità di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza». Soddisfatte le rappresentanti del coordinamento Pari opportunità e politiche di genere della Uil Abruzzo. «Siamo donne impegnate in ruoli da sempre considerati prettamente maschili», hanno affermato le coordinatrici, «nonostante l’età della globalizzazione, le leggi e la parità di genere abbiano posto le basi per un’uguaglianza tra i sessi. Troppo spesso la condizione delle donne, nel mondo del lavoro, è gravida di pregiudizi e di modi di pensare che la vorrebbero relegare nel solo ruolo di mamma, moglie e casalinga. Il documento firmato non è banale: spesso le donne nei luoghi di lavoro si trovano a fare i conti con situazioni di estremo disagio che non riescono a denunciare. Vigileremo».
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