Patto col Cam, rimedia la giunta

1 Agosto 2014

Il consiglio salta per l’assenza di mezza maggioranza. Accuse Pd

CELANO. Manca il numero legale e salta il consiglio comunale a Celano. L’assemblea doveva approvare lo schema di accordo transattivo e convenzionale tra il Comune e il Cam. Alla fine si è messa una pezza allo strappo ricorrendo a una riunione di giunta. Ma non senza polemiche. In maggioranza erano assenti sei consiglieri. Cesidio Piperni e Adelio Di Loreto sono arrivati dopo l’appello, quando la seduta era stata sciolta. Non si sono invece presentati l’assessore Ezio Ciciotti, i consiglieri Gianluca Del Corvo, Domenicantonio Rosati, Carmine Torrelli. L’opposizione ha abbandonato l’aula facendo venir meno il numero legale. Il sindaco Filippo Piccone ha proceduto all’approvazione del documento stilato con un voto di giunta tenutosi pubblicamente.

«Sono amareggiato dal fatto che l’opposizione sia andata via», ha detto il vicesindaco Vittoriano Frigioni, che ha illustrato la convenzione «in quanto il documento è frutto di un lavoro al quale hanno preso parte anche i consiglieri di minoranza Carlo Cantelmi e Giuseppe Cleofe».

Frigioni ha spiegato che il documento approvato è importante, in quanto il Cam riconosce con un atto formale di avere un debito con il Comune di Celano (1.549.000 euro). Il Cam verserà le somme dovuto su un conto dedicato.

La minoranza ha preso lo spunto per lanciare l’ennesimo attacco. «L’amministrazione comunale è ormai ridotta a pezzi e la dimostrazione è stato il penoso spettacolo offerto nell’ultima seduta del consiglio», hanno detto i consiglieri del Pd, Carlo Cantelmi, Antonello Di Stefano, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi, Daniele Bombacino, «nel quale si doveva discutere la convenzione tra Comune e Cam, ma la maggioranza si è presentata con appena 7 consiglieri. A quel punto l’opposizione del Pd non ha potuto fare altro che prendere atto dello sfascio della maggioranza, non partecipando al consiglio insieme ai consiglieri Cleofe e Elio Morgante. A Celano non c’è più maggioranza e noi non possiamo essere la loro stampella. Piccone prenda atto che non ha più i numeri per governare e si torni a dare la parola ai cittadini con nuove elezioni».

Dante Cardamone

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