Paure, ansie e violenze: decine le richieste d’aiuto

Psicologi al lavoro: «C’è chi vuole soltanto parlare, ai giovani tolta l’età più bella» Drammi nelle abitazioni: abusi su donne e figli alle prese con padri-padroni
AVEZZANO. Cosa si nasconde dietro al lockdown? Paura, ansia e violenze domestiche. Questo viene registrato ogni giorno dai professionisti dei centri di ascolto attivi in Marsica. Decine e decine di segnalazioni vengono raccolte da psicologi e psicoterapeuti che attraverso telefonate, videochiamate e sporadici incontri lavorano per ascoltare. Al consultorio Cif onlus di via Monsignor Valerii (0863.23222-334.3711052), si lavora in squadra e ognuno è specializzato in un settore. «In questo periodo lavoriamo soprattutto su Skype», racconta Caterina D’Eugenio, «il nostro consultorio ha un medico neurologo, tre psicologi uomini, quattro psicologhe donne e io che sono la coordinatrice. Ognuno è specializzato in un settore e dopo l’accoglienza ci confrontiamo e affidiamo l’incarico in base alla problematica riscontrata. A differenza della prima ondata dell’emergenza Covid, in questa si vive la paura in modo molto più forte. E in più c’è il disagio dei giovani ai quali viene tolta l’età più bella che loro dovrebbero vivere. Ci chiamano le persone anziane ma anche i ragazzi e i genitori nei quali ravvisiamo soprattutto il desiderio di confronto e di dialogo. Chiedono aiuto, ognuno a loro modo, e noi li ascoltiamo e cerchiamo di sostenerli».
È aperto dal lunedì al venerdì lo sportello di ascolto della Comunità montana montagna marsicana (0863.25244) a servizio dei Comuni del territorio. La psicologa Angelica Virgilio e l’educatrice Anna Carbonelli lavorano senza sosta per ascoltare chi chiede conforto. «Siamo pieni di lavoro anche grazie al contatto con i medici di famiglia, i pediatri e le varie associazioni», precisa Virgilio, «oltre a operare sulle chiamate che ci arrivano, ci muoviamo anche tramite il punto unico di accesso che ci segnala le situazioni più a rischio. Cerchiamo di capire le varie sfaccettature e di monitorarle. Abbiamo ravvisato la voglia di parlare, c’è un’insofferenza legata all’isolamento forzato e un’angoscia per la malattia. Molte persone hanno paura di stare sole e ci chiamano per parlare e cercare conforto».
Anche il Centro di ascolto giovani promosso dall’associazione Veronica Gaia di Orio (0863.25244-328.8229151) lavora attraverso chiamate e videochiamate. «In questo periodo abbiamo ascoltato i problemi di 59 giovani e di 64 adulti», precisa la presidente Anna Maggi, «la convivenza obbligata ha creato problemi di equilibrio tra conviventi che ha riguardato non solo giovani ma anche, direi soprattutto, adulti. Siamo entrati a far parte del pool che i Comuni di Avezzano e Magliano de’ Marsi hanno approntato per rispondere ai bisogni della cittadinanza. Tutte le attività promosse dalla nostra associazione sono totalmente gratuite».
In queste settimane sono state lanciate molte campagne di comunicazione contro le violenze domestiche che in questi mesi sono molto difficili da far emergere. Su questo fronte è in azione il Centro anti violenza della Croce Rossa di Avezzano, attivo anche a Celano. «Dopo il primo lockdown sono uscite allo scoperto situazioni molto difficili», afferma professoressa Maria Teresa Letta, «stiamo lavorando molto ma è difficile aiutare queste persone che per reagire dovrebbero uscire di casa ma non possono farlo. Ci sono casi molto particolari che trattiamo con le nostre tre psicologhe, gli assistenti sociali, l’avvocato e le tirocinanti delle università di Pescara, Chieti e Roma. Quando riceviamo la segnalazione telefonica, puntiamo a organizzare degli incontri in presenza, ma non è facile. Non ci chiamano solo donne, abbiamo avuto anche casi di giovani in difficoltà che hanno cercato di ribellarsi al padre-padrone. Sono dei veri e propri drammi che si consumano in casa».
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