Paziente si salva grazie all’Emodinamica

8 Marzo 2017

Il sindaco di Ovindoli plaude alla conferma del servizio: «Senza tagli una vita non si è spenta»

AVEZZANO. Ha un infarto, ma grazie a un tempestivo intervento dei medici dell’ospedale di Avezzano ha salva la vita. L’episodio viene raccontato da Simone Angelosante, sindaco di Ovindoli e medico, che ha vissuto in prima persona il dramma.

«Ho vissuto da medico e da politico che fa il sindaco una esperienza che mi ha coinvolto», racconta Angelosante, «un mio stretto parente ha avuto un infarto esteso, una di quelle gravi situazioni che arrivano quando meno te lo aspetti, quando si pensa di essere immuni alle vicende che accadono sempre agli altri. E ho potuto vivere in prima persona, dall’altra parte della barricata, quello che normalmente vivono centinaia di concittadini. In quel momento non ero un medico, ma una persona che aveva un familiare caro in difficoltà e in pericolo di esistenza. Sinceramente, con la mia esperienza di vita, posso affermare che se la stessa situazione si fosse presentata in una grossa città forse non avrebbe avuto un risvolto così positivo, in quanto a competenza, umanità e celerità delle cure che hanno permesso di salvare una vita. Questa è la società che vogliamo e penso che la politica debba servire a rafforzare queste certezze per far sì che questa eccellenza sia la normalità per i cittadini».

Poi il plauso agli operatori della sanità. «Va convinto al nostro ospedale di Avezzano, ai medici e al personale paramedico del pronto soccorso, dell’Utic e dell’Emodinamica», riprende Angelosante, «non ovunque si è in grado di fare quello che ho visto nell’ospedale di Avezzano: in meno di un’ora un infarto acuto è stato trattato e risolto con la rivascolarizzazione coronarica. Una vita non si è spenta. Di fronte a questo fatto una riflessione è d’obbligo: non possono esistere ragioni di bilancio o di tagli, non possiamo cedere alle pressioni di chi vorrebbe che lo Stato fosse ridotto a un servizio di ragioneria. La bilancia sui costi-benefici, quando si salva una vita, deve pendere su quello che ci distingue dai mercantilismi che purtroppo ci vengono imposti dalla Finanza mondiale. In questo caso il paziente non si sarebbe salvato se fosse dovuto essere trasferito all’Aquila, a Pescara o a Teramo qualora l’Emodinamica di Avezzano fosse stata abolita come si era paventato. La convivenza civile presuppone per forza di cose che i servizi, anche se economicamente non redditizi, siano sempre garantiti», conclude il sindaco, «e la vita vale molto di più dei pareggi di bilancio imposti dalla Unione europea».

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