Pd all’attacco del governo: «Sulle tasse si tira indietro»

Il segretario e consigliere comunale Albano critica le mosse di 5 Stelle e Lega «L’esecutivo nazionale decide di non scegliere al cospetto della vituperata Ue»
L’AQUILA. Sulla questione tasse, Lega e 5 Stelle tirano indietro la gamba, al cospetto della vituperata Unione europea. Il segretario cittadino del Pd, e consigliere comunale, Stefano Albano, critica l’esecutivo nazionale in relazione all’atteggiamento tenuto nella battaglia contro la restituzione milionaria a carico delle imprese.
«Sono decisamente preoccupanti», sostiene Albano, «sia nel merito che dal punto di vista politico la decisione e l’orientamento del governo Cinque Stelle-Lega, il cosiddetto governo del cambiamento, che alla prima occasione di dimostrare allo stesso tempo vicinanza e considerazione la per L’Aquila e i territori colpiti dal sisma nel 2009 e discontinuità e coraggio rispetto a un’Unione europea tante volte bersagliata in campagna elettorale e additata come causa di tutti i mali, semplicemente si tira indietro e sceglie di non scegliere. L’opportunità di approvare l’emendamento del Pd che avrebbe consentito, attraverso l’innalzamento della soglia del de minimis, di risolvere in larga parte la questione della procedura di restituzione delle tasse non versate e di salvaguardare le imprese e tutto il territorio da una mazzata economica senza precedenti, si infrange di fronte alla scelta del governo e della maggioranza di disporre un rinvio, analogo a quello stabilito dal governo Gentiloni».
E qui Albano rimarca alcune differenze. «Ma se mentre in quest’ultimo caso ci trovavamo di fronte a un esecutivo in scadenza, e quindi senza facoltà di intervenire su questioni politiche rilevanti, quello in carica oggi è un governo nella pienezza dei suoi poteri, appena insediato, che gode quanto mai accadrà in futuro della spinta propulsiva per permettersi di prendere decisioni coraggiose. Se il buongiorno si vede dal mattino, insomma, L’Aquila non può aspettarsi grande considerazione dai leghisti e dai grillini. A nulla valgano e non ingannino le dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza: la proroga della proroga è una scelta grave, perché espone l’economia del territorio all’incertezza, perché è corredata dalla decisione di condurre una trattativa con l’Ue nonostante la bellicosità manifestata in campagna elettorale: se si comincia subito con il disattendere le promesse e gli orientamenti, il futuro non potrà essere di certo all’insegna della coerenza e dell’affidabilità».
Albano annuncia, infine, che «il Pd proseguirà la battaglia in parlamento e in particolare alla Camera e non abbasserà il livello di attenzione: se dall’opposizione è legittimo, come hanno fatto in passato Lega e 5 Stelle, gridare al tradimento e all’incapacità, una volta al governo spetta la responsabilità di offrire soluzioni».
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