Pd e Sardine: stop alle campagne dell’odio

Attacco al partito di Salvini: «No alla politica che cerca nemici tra i più deboli su cui accanirsi»
SULMONA. «Non possiamo arrenderci a questo modo di fare politica che consiste nel trovare un nemico su cui accanirsi. Nemico, guarda caso, individuato come sempre in chi è più debole».
L’attacco alla Lega arriva dal Partito democratico che stigmatizza il comportamento dei seguaci locali del partito di Salvini sul caso degli otto migranti ospiti della struttura di accoglienza di Pettorano sul Gizio risultati positivi al Covid. «D’altronde il coraggio non è di casa in quegli schieramenti che su questo modo di far politica hanno edificato il loro consenso. Ma tutto quest’odio non fa parte della natura di noi europei, figuriamoci di noi italiani e di noi abruzzesi, perciò non abbandoniamoci ad esso come vogliono farci credere sia giusto fare. Chi non riconosce questi valori farà solo il proprio interesse e non quello della collettività ed avrà colpe storiche non emendabili, ancor più inaccettabili se si considera che ad oggi gli otto migranti risultati positivi stanno per ora bene e la loro auspicata guarigione tutela tutti noi a prescindere siano essi migranti o meno. Tra l’altro viene da chiedersi se la Lega locale», conclude il Pd, «non sia per caso lo stesso partito il cui leader fa manifestazioni in tutta Italia creando pericolosissimi assembramenti ed esponendo noi italiani a un altissimo pericolo per il solo scopo di riprendere qualche voto. Domanda retorica, certo che sì, in barba alla coerenza, così sconosciuta da portare la stessa Lega a sostenere nello stesso identico giorno due posizioni assolutamente antitetiche: mentre la Lega locale parla di “epidemia colposa” e di “virus di importazione”, il loro "leader" partecipa in Senato alla convention dei negazionisti del Covid».
Un duro attacco alla Lega è arrivato anche dalle Sardine Peligne: «La Lega non vedeva l’ora di tornare a sventolare la bandiera dell’italianità e organizza dei sit in senza pensare al rischio d assembramenti», afferma il portavoce Andrea Marino. «La paura non può essere usata, una volta ancora, come arma di distrazione di massa e la nostra terra merita, onestamente, molto di più. Come Sardine e, ci sia consentito, come orgogliose Sardine Peligne, rivendichiamo la grandezza dell’essere umano, la necessità che ogni individuo, di qualunque razza e colore, venga riconosciuto come parte insostituibile dell’umanità, soggetto da tutelare sempre, tanto più nel momento del bisogno e della malattia». (c.l.)
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