Pedone ucciso, ci fu il concorso di colpa

Ciammetti investito sulle strisce. Ma per il giudice è stato imprudente: condanna di tre anni per l’automobilista fuggito
L’AQUILA. È una sentenza che rischia di far discutere. Perché assegna il concorso di colpa per la propria morte a un pedone falciato da un’auto pirata mentre attraversava la strada sulle strisce. E lo fa a pochi giorni dalle celebrazioni della giornata mondiale in memoria delle vittime della strada. Ma per il giudice del Tribunale dell’Aquila, l’ex finanziere Emilio Ciammetti, per tutti “Ciammettò”, è stato imprudente e ha quindi avuto le sue responsabilità nella tragedia del Cermone dell’8 marzo 2021 in cui ha perso la vita. E, per questo, ha condannato l’automobilista, il fabbro 42enne di Barete Valentino Cervelli, a una pena estremamente ridotta rispetto a quelle che erano le accuse: tre anni e quattro mesi di reclusione per omicidio colposo. Ne rischiava fino a dodici, perché dopo lo schianto fuggì senza prestare soccorso al 61enne e perché fu trovato con tracce di sostanze stupefacenti nelle urine.
Ma il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della guida sotto influenza di droghe e di conseguenza nemmeno quella della recidiva, come richiesto dall’accusa. Mentre la concausa dell’imprudenza della vittima ha fatto da attenuante rispetto all’aggravante dell’omissione di soccorso.
Le motivazioni della sentenza penale di primo grado del giudice Tommaso Pistone usciranno fra 90 giorni. Ma è probabile che siano state accolte le tesi della difesa di Cervelli, espresse dall’avvocato Guglielmo Santella anche nell’ultima arringa di ieri mattina. In particolare sulla caduta dell’aggravante per guida sotto effetti di stupefacenti: per la difesa, infatti, le droghe sono state assunte due giorni prima dello schianto lungo la statale 80 al Cermone e al momento dell’incidente l’uomo era lucido.
Per la responsabilità del pedone ucciso, invece, decisive sembrano essere state le immagini delle telecamere delle attività vicino al punto dell’incidente e la perizia tecnica. Dopo aver cominciato ad attraversare la statale sulle strisce in maniera corretta, infatti, Ciammetti si sarebbe dilungato mentre si sistemava la mascherina anti-Covid. E poi avrebbe deviato, continuando ad attraversare diagonalmente, uscendo per un paio di metri dall’area delle strisce stesse e trovandosi di spalle rispetto all’auto che l’ha travolto. In altre parole: se avesse attraversato in maniera corretta, non si sarebbe trovato sulla traiettoria dell’auto, come segnalato dalla perizia. La vettura non accennò a frenare, forse anche a causa della pioggia e della scarsa visibilità alle 19.30 di quel tragico giorno di due anni e mezzo fa. Il 61enne morì sul colpo per le gravi lesioni riportate nello schianto.
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