Peluche in memoria di Teodora e del figlio

Così Roccacasale ricorda la psicologa 39enne e il bimbo uccisi, oggi si conoscerà la data dei funerali
ROCCACASALE. Quindici coltellate sferrate alla schiena della moglie mentre era distesa sul letto. Poi le ha lanciato addosso numerosi oggetti presenti nella stanza, tra cui il televisore. È quanto emerge dai primi esami sull’uccisione di Teodora Casasanta, 39enne di Roccacasale, e del figlio Ludovico, di 5 anni. Le autopsie sono state eseguite ieri mattina dal medico legale Roberto Testi. Per il duplice delitto avvenuto a Carmagnola (Torino) è stato arrestato Alexandro Riccio, il rappresentante 39enne originario di Nichelino attualmente ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale delle Molinette di Torino.
L’uomo ha tentato il suicidio dopo avere ammazzato moglie e figlio. I carabinieri, coordinati dal pm Laura Deodato della Procura di Asti, non lo hanno ancora potuto interrogare. Sempre ieri è stato convalidato l’arresto dell’uomo che dovrà rispondere all’accusa di duplice omicidio con l’aggravante della crudeltà. Mentre si è ancora in attesa che la Procura dia il nulla osta per la riconsegna dei corpi della madre e del bambino ai familiari per la celebrazione dei funerali che si terranno a Roccacasale. Nel frattempo la panchina rossa fatta realizzare la scorsa estate dallo zio e vicesindaco di Roccacasale, Agostino De Simone, contro la violenza sulle donne, è diventata meta di un silenzioso e commovente pellegrinaggio. In memoria della loro Teodora, alcuni cittadini, hanno deposto fiori e peluche per il piccolo Ludovico. Quasi una presa di coscienza a bandire ogni forma di violenza e di offesa alla dignità delle donne. E questo mentre l’intero paese si prepara ad abbracciare per l’ultima volta i due figli uccisi barbaramente da chi doveva proteggerli.
Sulla tragedia è intervenuta Alessandra Cottone, delegata dall’ordine degli psicologici della provincia dell’Aquila: «Il fatto che Teodora era una psicologa non ci deve stupire perché i manipolatori affettivi, se questo dovesse essere il caso specifico perché facciamo solo ipotesi, sono molto abili. Chiunque può cadere nella trappola di queste persone che solitamente nella fase iniziale sono soggetti squisiti. Si ha l’impressione di aver trovato il principe azzurro e ti fanno sentire l’unica donna esistente sulla faccia della terra. È la cosiddetta fase del bombardamento d’amore. Quando il carnefice ha la donna nelle sue mani passa alla seconda fase, ovvero far diventare l’altra ciò che vuole che sia. Dal trucco all’abbigliamento fino alle frequentazioni. La vittima si aggrappa quindi all’immagine iniziale, mettendosi in discussione ed entra in una fase di confusione fino all’ultimo livello quando la persona è totalmente svilita della propria autostima», conclude la psicologa responsabile del Csm di Sulmona, ricordando che la violenza si manifesta sempre per gradi e segnali. Mai improvvisamente. (c.l.)
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