«Pensavo che avesse colpito mio cugino»

20 Gennaio 2015

La testimonianza di Letizia, presente al momento del colpo: «Si è gettato a terra e si è salvato»

ORICOLA. «Quando ha sparato pensavo avesse colpito mio cugino, mi sono voltata per capire se stava bene e ho visto che era a terra».

È il drammatico racconto di Letizia Cimei che si trovava all'interno del gabbiotto con il cugino Simone Eudizi, addetto al distributore, entrambi di Collalto Sabino. Sono stati momenti di paura. Non è la prima volta che i distributori dell'autostrada vengono presi di mira dai rapinatori e nella Marsica questo sembra un film già visto.

Negli ultimi anni i colpi notturni sono stati numerosi ma spesso i malviventi non ricorrono all'uso delle armi se non per minacciare i benzinai. In questo caso è andata diversamente e le conseguenze dell'accaduto potevano essere diverse.

Il rapinatore solitario, in questo caso, era un vero professionista, spregiudicato pronto a tutto. Non ha temuto neanche di premere il grilletto, rischiando di richiamare l'attenzione di automobilisti oppure del personale dell'autogrill.

«È entrato con il fucile e ci ha fatto subito voltare», racconta infatti la ragazza, «ci siamo girati di spalle e a quel punto abbiamo ascoltato soltanto la sua voce. Improvvisamente abbiamo sentito il colpo di fucile. E' stato terribile».

La ragazza non sapeva cosa fosse accaduto al cugino e nonostante il rapinatore le avesse intimato di non girarsi è stato più forte di lei.

«A quel punto mi sono voltata per vedere se aveva colpito Simone», spiega, «fortunatamente lui si era gettato a terra e non è stato colpito».

Infine, i due giovani si sono di nuovo voltati quando il rapinatore è andato via: «Abbiamo visto soltanto che fuggiva e l'incubo finalmente era finito». (p.g.)

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