Pentito tenta il suicidio, salvato dalla comandante del carcere
SULMONA. Ha approfittato dell'ora d'aria e sfruttando le sue particolari doti fisiche è riuscito ad arrampicarsi su una struttura portante del carcere per poi raggiungere la sommità dell’edificio...
SULMONA. Ha approfittato dell'ora d'aria e sfruttando le sue particolari doti fisiche è riuscito ad arrampicarsi su una struttura portante del carcere per poi raggiungere la sommità dell’edificio minacciando il suicidio se non gli fosse stata data la possibilità di parlare urgentemente con il magistrato di sorveglianza. A farlo desistere dalle sue intenzioni è stata la comandante del penitenziario che con grande coraggio e risolutezza è salita sul tetto dove si era posizionato il detenuto, convincendolo a scendere a terra. Protagonista dell’episodio un collaboratore di giustizia rinchiuso nel carcere di Sulmona.
Secondo quanto si è appreso, il collaboratore di giustizia non sopportava più l’idea di restare a Sulmona per non meglio specificate questioni familiari. Così, al fine di attirare l’attenzione dei responsabili, ha pensato di mettere in atto il gesto eclatante. Il fatto è avvenuto alcuni giorni fa ma è stato reso noto solo ieri. A risolvere la situazione, come detto, è stata la comandante del carcere Sarah Brunetti che con l’aiuto di una scala è salita sul tetto dove si era rifugiato il pentito e dopo avergli parlato a lungo è riuscita a convincerlo a tornare in cella.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale territoriale Uil Pa Pp e componente della Uil Pubblica amministrazione Abruzzo, Mauro Nardella il quale, alla luce dell’episodio e all’indomani del trasferimento a Sulmona dei fratelli Francesco e Juan Carlos Spada arrestati a Ostia sabato scorso, dopo la denuncia di una madre coraggio, è tornato a ribadire l’importanza della presenza del Tribunale a Sulmona in un territorio con un supercarcere di massima sicurezza che ospita anche pentiti di mafia, camorra e ’ndrangheta. (c.l.)
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