«Per Campotosto questa è un’altra mazzata»

13 Maggio 2018

Nel coro della protesta anche gli imprenditori dell’Alto Aterno. Un manifestante usa il bitume a freddo

L’AQUILA. «Prima il terremoto del 2009, poi quello del 2016, poi quello del gennaio 2017, e adesso quest’ordinanza che cancella l’unica forma di turismo che ci era rimasta».
A parlare è Serena Masci, titolare dell’omonimo locale sulle sponde del lago di Campotosto. «Ormai erano rimasti solo i motociclisti che salgono a Campotosto la domenica. Da tre settimane il parcheggio resta vuoto. Non sappiamo come andare avanti». Mara Quaianni di Federalberghi provinciale spiega la situazione che ormai è al limite del collasso. «Non è solo un problema dell’Aquila», spiega al megafono. «Io sono portavoce delle difficoltà di tutta la categoria nell’intera provincia aquilana». Prima di dar loro la parola, Massimiliano Mari Fiamma li ha definiti «degli eroi, che continuano a operare nonostante abbiano tutti contro».
«È vero», afferma Mara Quaianni, «i nostri associati lavorano in posti difficili senza alcuna facilitazione dal parte dello Stato, e devono lottare anche contro ordinanze di questo tipo». Il più arrabbiato è però Antonello Di Giovine, di Pacentro, arrivato per ricordare il caso di Francesco De Chellis, l’imprenditore che sta facendo lo sciopero della fame a Passo San Leonardo. «È uno preparato, uscito dall’università, che ha scelto di investire le sue capacità sul territorio e sono tre settimane che è isolato. C’è un intero comprensorio bloccato, una vergogna inconcepibile».
Uno dei manifestanti va alla macchina a prendere un sacchetto di asfalto a freddo. Inizia a romperlo: «Sarebbe bastato un minuto per mettere a posto quelle buche». Una palata, prima della seconda Mari Fiamma prova a calmarlo e a riportarlo a più miti consigli. «Dai, è tutto chiaro, adesso leviamo quell’asfalto da lì, che va a finire che ci dicono che stiamo inquinando...».(r.p.)
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