Per i lavori a Tione scagionato l’ex sindaco

Camilli assolto insieme al tecnico Moca dall’accusa di abuso d’ufficio e truffa legata a un consorzio
L’AQUILA. Assolti dal tribunale in composizione collegiale «perché il fatto non sussiste» l’ex sindaco di Tione degli Abruzzi Tullio Camilli (68 anni) e l’architetto Marco Moca (56). Il primo era finito nei guai per abuso d’ufficio e, in concorso col coimputato, anche per truffa aggravata. Parte offesa l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere.
La vicenda muove dalla contestazione della Procura in ragione della quale venne ascritto il reato di abuso d’ufficio nei confronti dell’ex sindaco Camilli nella sua doppia veste sia di amministratore pubblico sia di presidente del consorzio T15 in cui egli aveva una sua abitazione.
La Finanza contestò a Camilli la mancata corretta costituzione del consorzio (che non sarebbe stato formato col 51% della superficie), ma soprattutto la nullità di tutti gli atti conseguenti all’approvazione del consorzio e, per l’effetto, l’obbligo, da parte del sindaco, di commissariare il consorzio che lo avrebbe visto come presidente, oltre a una serie di contestazioni sulla mancata rimodulazione del progetto che aveva visto alcuni tagli effettuati dal tecnico Moca, coimputato. Per l’accusa i tagli non sarebbero stati correttamente motivati e giustificati.
Per quanto riguarda l’abuso d’ufficio è stato smontato il capo d’imputazione perché è emerso, nel corso del procedimento, che il consorzio era stato correttamente istruito e l’allora sindaco di Tione mai avrebbe dovuto commissariarlo perché c’erano le maggioranze prescritte.
In relazione alla rimodulazione del progetto, gli investigatori hanno contestato una truffa aggravata ai danni dello Stato e un abuso d’ufficio sulla scorta di alcune testimonianze che avrebbero lamentato un’indebita percezione ed erogazione del contributo (1,6 milioni). All’epoca dei fatti era stata dismessa la filiera Reluis e, dopo una sorta di interregno, passò tutto all’Usrc. Il sindaco affidò a un soggetto esterno, l’architetto Moca, l’istruttoria dei vari consorzi degli aggregati del Comune di Tione. Nonostante fossero stati fatti tagli (per oltre 300mila euro) sul consorzio, l’accusa configurò la truffa e l’abuso. I legali degli imputati hanno dimostrato che la pratica fu correttamente istruita e che i tagli operati da Moca erano assolutamente legittimi perché intervenuti su duplicazioni di spese. Inoltre, l’aver trattenuto tutta l’istruttoria all’interno del Comune di Tione con un progettista fece risparmiare allo Stato soldi destinati all’autonoma sistemazione e all’assistenza alla popolazione. A fronte di 2,2 milioni di contributo, ne furono erogati 1,6, con una procedura legittima. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Fabrizio Ajraldi e Fabio Alessandroni (Camilli) e Loretta Iannacone (Moca).(e.n.)
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