Per la Casini e Di Masci il nemico è l’astensionismo

8 Giugno 2016

La lista “Sulmona al centro” agli elettori: «Continuare il rinnovamento» Il professore lavora a possibili accordi per recuperare il ritardo di oltre 2.600 voti

SULMONA. Si riparte da zero. I quasi 19 punti di percentuale che hanno separato al primo turno Annamaria Casini e Bruno Di Masci non contano più. Al ballottaggio di domenica 19 giugno il pallottoliere sarà azzerato e la consistente dote di voti ottenuta dalla Casini, oltre 2.600, farà parte solo delle statistiche elettorali.

Sarà eletto sindaco chi tra i due riuscirà a ottenere un solo voto più dell’altro. Il nemico da combattere è l’astensionismo. Tanto che la lista “Sulmona al centro” della Casini, la più apprezzata con 1.776 voti, fa un appello «agli elettori a portare a compimento l’azione di radicale rinnovamento dell’istituzione cittadina già intrapresa con il voto del 5 giugno».

Bruno Di Masci si dice pronto a sostenere questa nuova battaglia, convinto di colmare il gap di voti che lo separa dalla Casini.

«Sarà mio compito in questi giorni che ci separano dal ballottaggio di parlare con tutti i cittadini, soprattutto con quelli che hanno votato altri candidati o che non sono andati a votare», afferma il professore, «per convincerli a lavorare insieme per il futuro della nostra città. Insieme vogliamo costruire qualcosa di grande che riporti Sulmona fuori dalle secche e dall’isolamento economico e sociale in cui è stata rilegata nell’ultimo decennio. Tutti insieme ce la faremo».

Una situazione molto particolare quindi che consentirebbe anche a quelle liste che sono rimaste fuori dal consiglio comunale di rientrarci “apparentandosi”, con chi tra Casini e Di Masci sarà il nuovo sindaco della città. Anche se Annamaria Casini sembrerebbe orientata ad andare avanti lavorando e collaborando con tutti ma senza apparentamenti: «Si prosegue il lavoro che è stato fatto in campagna elettorale, Casini tra la gente e per la gente. Ascolteremo tutti perché per noi è importante avere la collaborazione di tutti. Per quanto riguarda eventuali apparentamenti la squadra politica rimane la stessa, anche se ribadisco che ascolteremo tutti perché il nostro principale obiettivo è andare oltre le divisioni che ha caratterizzato gli ultimi anni politici di Sulmona. Un’amministrazione forte con un programma condiviso dove tutti troveranno lo spazio per essere utili alla città. Siamo convinti di confermare il risultato del primo turno e guardiamo già al futuro».

Pronti a rientrare in gioco anche Forza Italia ed Elisabetta Bianchi, rimasta fuori dal consiglio comunale per una manciata di voti, la quale prima di pronunciarsi vuole aspettare l’ufficializzazione dei risultati del primo turno. Per lei parla la senatrice Paola Pelino che si dice aperta a tutte le possibilità: «Siamo in piena riflessione in vista del ballottaggio. Abbiamo già avviato un discorso programmatico con i candidati consiglieri e prima del weekend faremo una scelta. Al momento tutte le opzioni sono praticabili. Compresa quella di non andare a votare».

Sembrano invece voler rinunciare ad apparentamenti ufficiali con Di Masci e Casini gli esponenti di Sbic, ma si dicono pronti a un confronto che porti nuove soluzioni e una partecipazione più attiva dei cittadini. «Questa competizione elettorale è stata dura e senza esclusione di colpi tra i due maggiori contendenti. Uno dei due, domenica 19 prevarrà sull’altro. Ma lo scenario, temiamo, rimarrà lo stesso degli ultimi venti anni, con il sindaco più impegnato a risolvere i problemi della propria coalizione che ad occuparsi di quelli di Sulmona e del suo territorio», afferma Alessandro Lucci, «Sbic confermando il proprio consigliere e sfiorando per pochi voti il secondo, continuerà a lavorare come ha fatto in questi anni. Nella convinzione che la città abbia urgente bisogno di una nuova classe dirigente».

Claudio Lattanzio

©RIPRODUZIONE RISERVATA