«Per Santa Maria Paganica serve uno sforzo comune»

Il sindaco Biondi e il ministro Franceschini: «Recuperiamo l’altro lato della piazza» Melandri: «Sinergie vincenti». Legnini: «Arte e cultura, una leva per la rinascita»
L’AQUILA. «La nascita di un museo è un arricchimento per la libertà di tutti: non solo per quella degli artisti, ma anche per la libertà di conoscenza e di pensiero critico dei cittadini». A dirlo è la presidente della Fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, nel corso della cerimonia di inaugurazione. L’ex ministra ha lodato in particolare il lavoro di squadra fatto per raggiungere l’obiettivo. «L’Aquila ancora una volta ci insegna qualcosa. La parola chiave di questa giornata è “Insieme”. Dal giorno in cui il ministro Franceschini mi telefonò per comunicarmi l’intuizione che aveva avuto, quella di aprire all’Aquila una sede del museo, sono cambiati molte volte il governo nazionale, quello regionale e quello cittadino. Se oggi siamo qui lo dobbiamo a uno spirito di servizio bipartisan, a una continuità amministrativa non scontata in Italia. Qui c’è stata una staffetta creativa che è anche un modello di recovery. Il Maxxi L’Aquila», ha proseguito Melandri, «sarà un centro propulsore al servizio del sistema dell’arte contemporanea, italiana, europea e internazionale, ma anche un luogo di formazione, di incontro, e di costruzione di competenze. Collaboreremo col Munda, l’Accademia di Belle Arti, l’Università, il Gssi, ci saremo per il festival jazz e per la Notte dei ricercatori. Partiremo subito già nei prossimi giorni con presentazioni online e in presenza. I primi due ospiti saranno Franco Arminio e Chiara Valerio».
BIONDI. Anche il sindaco Biondi ha rimarcato la collaborazione tra Fondazione, istituzioni locali e nazionali, che ha consentito di superare anche i problemi e gli ostacoli che a un certo punto hanno fatto temere per la realizzazione stessa del progetto: «Quando sembrava che non riuscissimo più ad aprire, con la presidente Melandri e Marco Marsilio andai a Roma da Gianluca Vacca e trovammo una soluzione. Non era affatto scontato essere qui oggi, così come non era scontato riuscire a mantenere all’Aquila la sede della Soprintendenza unica, trasformare il Munda in museo autonomo, stabilizzare il festival jazz grazie ai fondi Siae, ottenere il riconoscimento della Perdonanza come bene Unesco, concorrere fino alla fine per il titolo di capitale italiana della cultura. Tanto rimane ancora da fare, a cominciare dalla ricostruzione della chiesa di Santa Maria Paganica. Sarebbe bello se si lanciasse un concorso internazionale di idee tra i 10 studi di architettura più importanti del mondo per immaginare come recuperare questo monumento».
FRANCESCHINI. Proposta che il ministro ha subito raccolto: «Santa Maria Paganica ancora distrutta dimostra che c’è ancora qualcosa che non funziona. E non è un problema di risorse. Al sindaco dico: mettiamoci intorno a un tavolo e ragioniamo su come coinvolgere il Maxxi nella progettazione per recuperare anche l’altro lato della piazza. Il decreto Semplificazioni servirà a questo, a evitare che si ripetano situazioni in cui le risorse ci sono ma non vengono spese per problemi burocratici o mancanza di personale. È la prima volta che un grande museo italiano apre una sede in un’altra città. Progetti come questo rappresentano il modo migliore con cui lo Stato può e deve mantenere viva l’attenzione sull’Aquila».
LEGNINI. «Da oggi L’Aquila e l’intero Paese dispongono di uno straordinario museo nel contesto di una città che sta rinascendo», ha affermato il commissario alla ricostruzione del sisma 2016 Giovanni Legnini. «Sia per la ricostruzione del 2009 che per quella delle quattro Regioni del Centro Italia, il recupero dell’enorme patrimonio dei beni culturali, gravemente compromesso dai terremoti, e la promozione della cultura rappresentano una leva fondamentale per la ripresa e la rinascita. Anche per la ricostruzione dei beni e dei borghi storici nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma, abbiamo avviato un rapporto di collaborazione con il Maxxi che nei prossimi giorni renderemo noto».
PEZZOPANE. «Grande emozione». La deputata Pd Stefania Pezzopane, salutata con calore da Gianni Letta, ricorda che «ci sono voluti anni, tanto impegno e molte risorse per arrivare a questo traguardo. Ma soprattutto, c’è voluta un’idea e una speranza nel futuro. Negli anni bui del post-terremoto con il ministro Franceschini costruimmo un sogno che oggi è diventato realtà. Si realizza così un obiettivo preciso, caparbiamente costruito dall’ex giunta di Massimo Cialente di cui sono stata orgogliosa assessora alla Cultura».

