Perdonanza e Unesco slitta il riconoscimento

La candidatura aquilana a patrimonio dell’umanità verrà valutata nel 2019 L’ex sindaco Cialente: «La nuova amministrazione ha abbandonato il progetto»
L’AQUILA. «La nuova amministrazione ha abbandonato il progetto della candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco della Perdonanza Celestiniana».
Lo afferma l’ex sindaco Massimo Cialente, nel commentare la notizia sul possibile slittamento al 2019 della candidatura aquilana, la cui valutazione, secondo Antonia Pasqua Recchia, consigliere del ministro Dario Franceschini, proseguirà per tutto il 2018. Cialente è comunque convinto che, anche se il suo successore Biondi non dovesse farsene carico, il riconoscimento si otterrà ugualmente, nel 2018 o nel 2019, a seconda dei tempi programmati dall’Unesco. E smentisce anche il fatto che il dossier, inviato a Roma, non sia completo.
«La Perdonanza», dice Cialente, «è l’unica candidatura italiana. Il dossier, completato e rivisto secondo alcuni nuovi criteri dettati dall’Unesco, è pronto e completo. È stato realizzato, grazie al lavoro del professore Ernesto Di Renzo, del comitato che è stato costituito, nonché grazie al professore Francesco Sabatini, ed è valido e perfetto». L’ex sindaco, poi, parla di sabotaggio, in merito alla bocciatura del 2015 e al rinvio della candidatura al 2016 a favore della pizza napoletana, che ha appena conquistato l’ambito titolo. «La bocciatura precedente, mi assumo la responsabilità di quanto affermo», denuncia Cialente, «fu legata a un sabotaggio. Non si va a una candidatura senza passare attraverso alcuni intermediari, che vogliono soldi. La nostra proposta era stata realizzata gratuitamente. Aspetto di essere smentito o querelato. Il problema invece», sottolinea Cialente, «è che la nuova amministrazione ha abbandonato il progetto. Ma non importa. Se Biondi non se ne farà carico, si otterrà egualmente, nel 2018 o 2019, dipenderà dai tempi Unesco». Il 2018 pareva l’anno buono, per la Perdonanza, che rappresenta il primo Giubileo della storia. La candidatura dell’evento è stata decisa dal comitato direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco con questa motivazione: «La celebrazione del Perdono, successivamente chiamata Perdonanza, istituita nel 1294 da Papa Celestino V, rappresenta il primo giubileo al quale potessero accedere anche i poveri e i diseredati. Riveste un’importanza straordinaria non solo per l’aspetto spirituale, ma anche per la valenza sociale e politica in quanto la pergamena contenente il testo dell’indulgenza, la Bolla, fu consegnata dal Papa alla città dell’Aquila, che ne divenne la custode. La cerimonia della Perdonanza, che si svolge il 28 e 29 agosto e alla quale vengono invitate le autorità religiose, ancora oggi mira a rinsaldare i legami interni alla comunità laica e credente». (r.s.)
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