Perilli e Iannarelli (Sinistra italiana): «Le associazioni ambientaliste non invitate»

15 Febbraio 2020

«L’ennesima e inutile presa in giro verso la collettività». Così Enrico Perilli e Pierluigi Iannarelli (Sinistra Italiana) commentano la seduta. «Stigmatizziamo come siano state invitate le...

«L’ennesima e inutile presa in giro verso la collettività». Così Enrico Perilli e Pierluigi Iannarelli (Sinistra Italiana) commentano la seduta. «Stigmatizziamo come siano state invitate le associazioni portatrici di interesse, meglio note come “sviluppiste”, ma non quelle ambientaliste. Questo è un vulnus, in quanto nei consigli direttivi dei Parchi, a norma di legge, è garantita una rappresentanza ambientalista. Il paradosso è clamoroso, nel momento in cui si discute di aree protette, a dimostrazione della faziosità di quest’amministrazione. Un consiglio fondamentalmente inutile, una mera prebenda all’associazione sviluppista “Save Gran Sasso”, oramai ufficialmente braccio “armato” della Lega locale e questo dev’essere un monito anche per gli esponenti di centrosinistra che in passato hanno flirtato con quel mondo, amante del cemento. Nel merito, si è discusso, come sempre negli ultimi 30 anni, di vincoli, aree protette e impianti di risalita, attribuendo in maniera miope la responsabilità dello spopolamento e del mancato sviluppo, al Parco e ai vincoli. Basta spostarsi di qualche chilometro e si scopre che il Parco e i vincoli ambientali sono un enorme volàno turistico e di sviluppo. La verità è che si è incapaci di pensare a un modello integrato, olistico, di un turismo per 365 giorni rispettoso dell’ambiente, facendosi beffa dei cambiamenti climatici e dell’impatto economico che sarebbe enorme, non redditizio e tutto a carico del Comune e dello Stato (si propone un modello antiquato). Di volta in volta le amministrazioni si impossessano di questo terreno, per scopi elettorali. Per l’ennesima volta è solo una passerella che servirà al politico di turno a prendere qualche voto in più ma non cambierà nulla. Noi di Sinistra Italiana sosteniamo da sempre la necessità di un modello integrato che tenga conto del rispetto dell’ambiente, dell’economie, anche se sono soldi pubblici, e che possa introdurre una mentalità nuova».