Permessi a coltivare i terreni, critico il Pd

15 Aprile 2020

Pietrucci: il provvedimento di Marsilio non chiarisce la “manutenzione” e le distanze da coprire

L’AQUILA. Bene l’ordinanza già ribattezzata “degli orti”, emanata dal presidente della Regione, Marco Marsilio, nelle ultime ore. Mase da un lato plaude al provvedimento, dall’altro il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, chiede «chiarimenti», e urgenti, al governatore, sul fatto se è lecito spostarsi da un comune all’altro e per quanti chilometri, da parte dei proprietari dei terreni o comunque di chi li deve coltivare.
«In questo periodo l’incertezza e l’ambiguità sono avversari temibili, tanto quanto i ritardi e le manchevolezze in campo sanitario e di gestione della pandemia», osserva Pietrucci. «E dispiace constatare come, a scadenza regolare, siano diventate lo strumento di gestione amministrativa della nostra giunta regionale. Mi riferisco, con tutta evidenza, all’ordinanza 36/2020 del presidente Marsilio, che ha appena siglato un documento apparentemente a favore degli agricoltori, disponendo con carattere estensivo e in deroga ai provvedimenti nazionali, la possibilità di “… manutenzione di aree pubbliche e private, compresi: orti, vigneti ed ortofrutticole in genere, per interventi urgenti anche finalizzati alla manutenzione e la prevenzione di danni all’incolumità personale e al patrimonio arboreo naturale, sempre nel rispetto delle richiamate misure di comportamento finalizzato al contenimento del contagio”. La risonanza dell’ordinanza chiarisce quanto questo argomento sia importante per la l’Abruzzo e come sia fondamentale per chi, nelle aree rurali possiede orti e campi anche a livello hobbistico e di sostentamento familiare. Purtroppo, però», sottolinea il consigliere del Pd, «chiarisce solo questo. L’atto ha alimentato incertezza e ambiguità anche a livello di amministrazione locale, non chiarendo neanche ai sindaci dei piccoli Comuni cosa voglia dire “manutenzione”, se comprenda o no la coltivazione. Non chiarisce come e quando i proprietari dei fondi che hanno i terreni fuori dal comune di residenza possano accedervi, senza incorrere nelle sanzioni disposte dal governo nazionale, né come l’atto venga recepito e attuato dalle forze preposte al controllo. Ciò che si evince, è la fretta di emanare un documento su pressione, pure giustificata, dei portatori di interesse».(v.p.)
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