Perrotta: «Con l’inchiesta una caccia alle streghe»

CELANO. La politica e l’attività di indagine al Comune di Celano sembrano fondersi negli ultimi tempi, suscitando reazioni a catena. A sostegno del primo cittadino Settimio Santilli interviene Ugo...
CELANO. La politica e l’attività di indagine al Comune di Celano sembrano fondersi negli ultimi tempi, suscitando reazioni a catena. A sostegno del primo cittadino Settimio Santilli interviene Ugo Lucio Perrotta del comitato Celano città sicura. «La preoccupazione che viene espressa quotidianamente sui giornali e nei bar negli ultimi tempi mi lascia perplesso», afferma, «ho sempre creduto in questi anni che la tranquillità dei cittadini celanesi fosse rapportata al grado di percezione della sicurezza e dello stare bene sia in casa che nel passeggiare per strada e non dal colore delle tapparelle di una scuola o dal giardino fiorito di un’altra. Nel rispetto della trasparenza amministrativa che è un obbligo», continua Perrotta, «credo si stia cercando in tutti i modi, oltre che trovare spunti per fare campagna politica, di impedire il compimento del programma e dei progetti messo in campo dal sindaco Santilli per la città di Celano, un impegno che è da riconoscere, si sta attuando, da tenere bene a mente e che è davanti agli occhi di tutti». Secondo Perrotta «la caccia alle streghe volutamente messa in atto da singoli soggetti, sia politici che non, che delle panchine in piazza ne hanno fatto un monumento, sta danneggiando l’immagine di Celano e immobilizzando la stessa attività amministrativa».
E, ancora: «Quando si lavora, si realizzano progetti e ci si impegna sempre di più per il bene della propria città, come negli ultimi anni di amministrazione politica, bisogna mettere sempre in conto il rovescio della medaglia e cioè l’essere sempre al centro di polemiche e soggetto alla gogna mediatica. Come molti celanesi, ho creduto e credo nelle capacità e serietà dell’attività del sindaco, colpevole di cosa ancora non lo si capisce, come credo che ogni persona deve essere considerata innocente fino a prova contraria, ma siamo in Italia e sappiamo che tutto funziona a rovescio». (p.g.)
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