Personale e prof promossi e gli affitti sono nella norma

27 Novembre 2018

«La città è fantastica, nonostante tutte le problematiche che ci sono. L’Università è esattamente come volevo. Certo, qualcosa è da migliorare». È davvero entusiasta della scelta fatta tre anni fa...

«La città è fantastica, nonostante tutte le problematiche che ci sono. L’Università è esattamente come volevo. Certo, qualcosa è da migliorare». È davvero entusiasta della scelta fatta tre anni fa Gloria D’Amato, 21 anni, di Sulmona. Frequenta Scienze motorie, nel polo di Coppito, e ormai all’Aquila si sente come a casa. «Il corso di studi è per me è molto interessante. Preferirei, tuttavia, che ci fosse un po’ più di pratica e meno teoria, soprattutto nella triennale. A livello teorico non manca nulla, ma a livello pratico probabilmente mi sarei aspettata qualcosa in più».
Gloria ha affittato una stanza a Coppito, vicino all’università. «Non ho mai avuto problemi con gli affitti. Il rapporto qualità/prezzo all’Aquila è giusto. Ho sempre incontrato persone oneste. Il mio obiettivo è sempre stato soprattutto quello di studiare, per questo ho scelto di abitare in periferia piuttosto che al centro». Non esce spesso, infatti, e per questo avere un appartamento vicino alla sede universitaria è senz’altro più comodo. «La mia vita si svolge tra l’università e casa», spiega. «Poter arrivare in facoltà a piedi non ha prezzo. So bene che la maggior parte degli studenti, tuttavia, preferisce il centro, dove il mercato degli affitti è leggermente più alto di quello della periferia. I prezzi per una camera singola variano da 180 euro a 250, in base anche alla posizione. In ogni caso, si tratta di un mercato piuttosto calmierato rispetto al resto d’Italia. Ho un’amica che studia a Bologna e paga una stanza più di 400 euro. Inoltre, qui le abitazioni sono tutte nuove e piuttosto confortevoli, cosa che non accade in altre realtà».
Gloria, inoltre, ama l’Ateneo aquilano anche per «la disponibilità eccezionale dei professori e del personale. Una pecca», conclude, «sono i trasporti: gli orari dell’autobus andrebbero modificati, in alcune zone passano di rado. Una volta, alcuni dei compagni di corso pendolari sono arrivati in ritardo, a causa di un autobus che aveva trovato traffico per strada, e la professoressa li ha fatti entrare a lezione solo dopo la pausa. Per fortuna si è trattato soltanto di un caso isolato». (m.c.)
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