Pesca di frodo nel Fucino: sequestrata rete, 3 in fuga

6 Agosto 2021

LUCO DEI MARSI. Tre pescatori di frodo sono stati sorpresi all’alba, tra i canali del Fucino, dai carabinieri forestali. Alla vista dei militari, i bracconieri si sono dati alla fuga tra i canneti,...

LUCO DEI MARSI. Tre pescatori di frodo sono stati sorpresi all’alba, tra i canali del Fucino, dai carabinieri forestali. Alla vista dei militari, i bracconieri si sono dati alla fuga tra i canneti, mentre i forestali sono riusciti a liberare i pesci intrappolati sequestrando la rete illegale. Fenomeno non nuovo nella piana fucense, più volte denunciato dalle associazioni dei pescatori o dagli ambientalisti.
È accaduto durante un normale servizio di controllo delle acque finalizzato proprio alla prevenzione e alla repressione del bracconaggio ittico nel Fucino. Arrivati nei pressi di Strada 40, nel territorio di Luco dei Marsi, i forestali di Avezzano hanno notato degli uomini che pescavano di frodo nel canale collettore centrale con una rete a maglie grandi, larga circa 20 metri, e posta come sbarramento del corso d’acqua, immersa per una profondità di due metri. Una pratica del tutto irregolare e non contemplata dalla disciplina per la gestione della fauna ittica e della pesca nelle acque interne. Mentre i tre si davano alla fuga a piedi, i militari hanno ritirato la rete provvedendo a liberare decine di pesci, della famiglia dei ciprinidi (carpe e carassi soprattutto), rimasti intrappolati. La rete per la pesca di frodo è stata sottoposta a sequestro amministrativo e messa a disposizione dell’autorità competente per la confisca. Nei prossimi giorni i carabinieri forestali assicureranno ulteriori controlli per la tutela e la salvaguardia delle specie ittiche delle acque interne e degli ecosistemi acquatici. L’utilizzo di strumenti non autorizzati per la pesca, come reti a tramaglio fissate o utilizzate a strascico, elettrostorditori, veleni e fertilizzanti agricoli, sono metodi brutali che uccidono qualsiasi essere vivente presente nello specchio d’acqua in cui viene esercitata l’azione di bracconaggio. Un fenomeno, purtroppo, ancora diffuso ma oggetto di costante attenzione da parte dei carabinieri forestali. (f.d.m.)
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