Pescasseroli, l'orsa Morena ha concluso lo svezzamento

Cresce l'orsacchiotta abbandonata dalla madre a Villavallelonga e curata dal Parco nazionale d'Abruzzo: ora pesa 9,1 chilogrammi e vive in un'area protetta
PESCASSEROLI. Comincia a diventare "grande" l'orsetta Morena, recuperata dal Parco nazionale d'Abruzzo il 23 maggio scorso alla periferia di Villavallelonga (L'Aquila). L'orsacchiotta ha infatti concluso la fase dello svezzamento, ha lasciato la "casetta" dov'era ospitata e attualmente si trova nell'ambiente appositamente predisposto dall'Ente Parco in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, un'area esterna protetta che servirà a favorirne il recupero e il ritorno in natura. A 45 giorni dal ricovero nelle strutture del Parco, l'orsacchiotta - cui è stato dato il nome di una ragazza di Villavallelonga morta a soli 26 anni -, ha triplicato il suo peso, raggiungendo ora 9,1 chilogrammi. Terminato lo svezzamento, lo sforzo del personale del Parco è quello di nutrirla con alimenti che troverebbe facilmente in natura, quali insetti, frutti di stagione, bacche.
La cucciola è molto reattiva agli stimoli. Come assicurato dal veterinario del Parco, Leonardo Gentile, Morena reagisce con risposte istintive, a dimostrazione del buon grado di selvaticità mantenuto rispetto all'obiettivo di reimmissione in natura. Il direttore del Pnalm, Dario Febbo, fin dall'inizio era conscio delle difficoltà di questo progetto: reinserire nel suo habitat il plantigrado cresciuto senza l'imprinting della madre e svezzato da un addetto del Centro Visite mascherato da orso. Ma la ridotta consistenza della popolazione e la fondamentale importanza che rivestono gli individui di sesso femminile per la conservazione della specie, hanno spinto il Pnalm a tentare quello che non era mai stato fatto. Nonostante alcune critiche, se l'esperimento dovesse funzionare accrescerebbe ulteriormente il prestigio del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise nel campo della tutela dei plantigradi.

