Pescina alza un muro di solidarietà

Mobilitazione nel nome di don Orione per aiutare le famiglie povere: coinvolte anche le scuole
PESCINA. Raccogliendo l’esempio di don Orione, Pescina costruisce il “Grande muro della solidarietà”. Oggi le macerie non sono quelle lasciate dal terremoto del 1915, tra le quali il grande sacerdote si aggirava alla ricerca di bambini rimasti orfani, da accogliere nei suoi Istituti. Sono le “macerie dell’anima” del nostro tempo: il lavoro che non c’è, la corruzione, l’emarginazione del diverso, l’egoismo. È su queste “macerie”, che la città che diede i natali a Giulio Mazzarino e a Ignazio Silone, si è proposta di “ricostruire” un mondo in cui si possa guardare al futuro con speranza. E quale luogo, meglio della cattedrale, si sarebbe potuto prestato per questa ricostruzione ideale? A dare l’input all’iniziativa è stato il vescovo. «Che senso ha l’arrivo a Pescina della reliquia di don Orione», si è chiesto il presule, «se non raccoglierne l’esempio?». Le parole di monsignor Pietro Santoro hanno infiammato gli animi. L’intera città si è mobilitata, quasi a volere pagare un debito di riconoscenza verso quello “strano prete”, che, come racconta Silone, testimone dell'episodio, ebbe il coraggio di requisire un'auto del re, in visita nei paesi terremotati, per trasportare a Roma un gruppo di bambini raccolti tra le macerie.
Istituzioni, associazioni, semplici cittadini hanno voluto contribuire alla costruzione di questo “Grande muro della solidarietà”. Portando, in cattedrale, ognuno il proprio “mattoncino”. Preposti alla raccolta delle donazioni sono i volontari di un comitato cittadino. Sono stati già riempiti centinaia di scatoloni. A questa straordinaria gara di solidarietà ha voluto partecipare anche l’Istituto “Fontamara”, che comprende le scuole di Pescina, Cerchio e Collarmele. I ragazzi, ancor prima dell'arrivo della reliquia, hanno allestito una mostra fotografica, con documenti, sulla figura di don Orione. «Sono orgogliosa dei miei ragazzi», afferma la preside Maria Gigli, «ho visto un bambino che ha messo nello scatolone un lecca-lecca. Aveva solo quello. Due ragazzi, figli di immigrati, vi hanno messo una busta con delle penne e dei quaderni. Due episodi che mi hanno commosso. In iniziative come queste, i ragazzi possono insegnarci tanto».
In programma c’è anche un concerto degli alunni della terza media. Il ricavato andrà anch’esso alle famiglie in difficoltà. La gara di solidarietà si protrarrà fino al 2 febbraio. Quanto è stato raccolto verrà consegnato al parroco, don Giovanni Venti, e alle suore, insieme all'elenco delle famiglie bisognose. Altri paesi della Marsica candidati a ricevere la reliquia di San Luigi Orione – il prossimo sarà Lecce nei Marsi – sembrano intenzionati a seguire l'esempio di Pescina.
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