Pescina, il protagonista è il miele

Nel nome di Silone 3 giorni (da mercoledì 10 a venerdì 12) dedicati alla conoscenza e alla degustazione
PESCINA. Berardo Viola, il protagonista di “Fontamara” – il romanzo italiano più tradotto al mondo – il miele non lo aveva mai assaggiato: roba per ricchi, per i cavalieri Pazienza, per i padroni che popolano il romanzo di Ignazio Silone, non per i “cafoni”. Sarà anche per questo che oggi Pescina, per una sorta, di vendetta della storia, è diventata una delle capitali del miele: e vuole celebrare questo prodotto, tra i più naturali esistenti, abbinato proprio a Ignazio Silone e alla sua “Fontamara, che non è vero che sia un borgo immaginario: «Ho dato questo nome ad un antico e oscuro luogo di contadini poveri situato nella Marsica, a settentrione del prosciugato lago di Fucino, nell’interno di una valle a mezza costa tra le colline e la montagna».
Pescina, dunque. Saranno, infatti, i racconti di Silone ad accompagnare i visitatori e i turisti il da mercoledì 10 a venerdì 12 agosto lungo un percorso guidato e un programma di iniziative organizzate tra letteratura, storia, natura, teatro, musica e piatti tipici del territorio.
Mercoledì 10 agosto i mieli abruzzesi saranno gli ambasciatori di benvenuto nella città del miele di Pescina e faranno da dolce guida nella passeggiata lungo il fiume Giovenco. Giovedì 11 sarà la giornata del miele durante la quale l’Associazione produttori mieli particolari dell’Appennino presenterà agli ospiti il lavoro di estrazione del miele dai favi e ci sarà la degustazione negli stand gastronomici allestiti da presidi mieli di Slow food. Venerdì 12 i mieli saranno protagonisti della festa degli antichi mestieri: il saper fare dei pastori, degli artigiani, dei carbonai, dei mulattieri con il coinvolgimento attivo dei visitatori, per riscoprire una cultura rurale che resta storia e memoria di una terra.
Dario Pallotta
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