Petizione a sostegno di Petrilli raggiunge cinquecento firme
L’AQUILA. Ha quasi raggiunto le 500 firme la mobilitazione a sostegno della posizione di Giulio Petrilli, condannato dalla Corte dei Conti a un ingente risarcimento per avere regolarizzato 5...
L’AQUILA. Ha quasi raggiunto le 500 firme la mobilitazione a sostegno della posizione di Giulio Petrilli, condannato dalla Corte dei Conti a un ingente risarcimento per avere regolarizzato 5 dipendenti part-time quand’era presidente dell’Aret (Azienda regionale economia e territorio) dal 2006 al 2008, e siglato un nuovo contratto con il direttore, riducendone il compenso da 110.000 euro annui a 39.000. Una solidarietà sui social network che arriva da ex parlamentari, docenti universitari, giornalisti, sociologi, sindacalisti. Petrilli ha incassato in questi mesi il supporto di tanti utenti social. Da quando il farmacista aquilano Piergiovanni Battibocca ha lanciato la petizione, l’appello è rimbalzato sulla rete. Nel testo si chiamano in causa la presidenza della Repubblica e il ministero della Giustizia e si fa riferimento anche ai 6 anni passati da Petrilli in regime di carcere speciale, per poi essere assolto senza alcun risarcimento. L’ex presidente dell’Aret, già segretario provinciale Prc, fu assolto definitivamente nell’89. «Una condanna», recita la petizione, «che colpisce una persona scomoda che aveva denunciato la corruzione post-sisma e che è famoso per le posizioni contro il carcere duro».

