Petizione con 300 firme: dad alle studentesse madri

Richiesta all’Università: lezioni a distanza o registrate per chi non può seguire Servizio da dare anche a lavoratori, atleti, chi assiste familiari o ha reddito basso
L’AQUILA. Ragazze in gravidanza, studenti impegnati nel lavoro o nel servizio civile, ragazzi che praticano sport ad alto livello o che hanno un’invalidità: è lungo l’elenco di quanti non hanno la possibilità di seguire regolarmente le lezioni in presenza all’Università dell’Aquila. Per questo oltre trecento firme sono state raccolte, tra il primo e il dieci ottobre, per chiedere il ripristino della didattica a distanza, o in alternativa lezioni registrate. Un servizio del quale usufruire carte alla mano: ovvero con documenti che certificano l’impossibilità ad essere presente in aula tutti i giorni per motivi economici, di salute o altri impegni. Gli studenti aquilani hanno indirizzato la petizione al rettore Edoardo Alesse, al direttore del dipartimento di Scienza umane Livio Sbardella, e ai presidenti dei consigli di area didattica Antonella Nuzzaci e Marco Antonio D’Arcangeli.
In calce al documento ci sono esattamente 302 firme, in grande maggioranza di donne (circa una quarantina i ragazzi), sia di abruzzesi sia di fuori regione. La petizione chiede «riconoscimento ed effettivo esercizio del diritto all’istruzione», offrendo «la possibilità di fruire della dad (per laboratori e tirocini indiretti) e delle lezioni registrate», a nove tipologie di iscritti all’ateneo aquilano: gli studenti lavoratori con contratto di almeno sei mesi; quelli impegnati regolarmente nell’assistenza di familiari non autosufficienti; chi ha problemi di salute o di invalidità; le studentesse in gravidanza dall’ottavo mese o con diagnosi di gravidanza a rischio; le ragazze o i ragazzi che hanno figli minori; i giovani che praticano sport ad alto livello come da attestazioni di Coni o federazione di riferimento; i fuori sede che vivono a più di 50 chilometri dall’Aquila e hanno un Iseu (l’Isee degli studenti che valuta anche la dipendenza dal nucleo familiare, ndr) inferiore a 23.250 euro; chi frequenta contemporaneamente un altro corso di laurea; chi è impegnato nel servizio civile.
«Molte università, non telematiche, per l’anno accademico 2022-23 hanno già indicato le modalità per richiedere la fruizione della dad per determinate categorie di studenti. Ad esempio», fa notare la premessa della petizione, «l’Università di Teramo permette agli studenti lavoratori di avere le lezioni registrate». Il problema all’Aquila circa un mese fa era stato già sollevato da una neomamma, studentessa fuori sede impossibilità alla presenza regolare in università. Il rettore rispose che la scelta di non proseguire con la dad era in linea con quella dalla grande maggioranza degli atenei italiani. La risposta ora Alesse dovrà darla a trecento studenti.

