Petrocchi: aiutate i nostri sindaci

25 Gennaio 2017

L’arcivescovo incontra i giornalisti: scosse e maltempo, più che l’emergenza preoccupa il dopo

L’AQUILA. «I giornalisti tessitori instancabili di cultura sociale». Sono le parole con le quali l’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, ha iniziato il suo intervento in occasione del giorno consacrato a San Francesco di Sales. Prima di lui il presidente dell'Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, aveva parlato di giornalismo etico. Come moderatore don Claudio Tracanna, parroco di Pizzoli. Il presule ha aggiunto che «la libertà di stampa va coniugata con la responsabilità dell’informare. Sto registrando una congiuntura di eventi. Scosse e neve. L’emergenza chiama tutti a fare la propria parte, con tenacia e volontà. Non ho visto atteggiamenti plateali, la nostra gente è in grado di dare risposte unitarie. Ho colto invece una crisi di speranza, in un discorso di prospettiva». Monsignor Petrocchi aggiunge che «a contatto con i sindaci che ho visitato e che continuerò a visitare ho compreso che molti devono far fronte a grande necessità ma si pongono soprattutto il problema dell’oltre. Cosa succederà? Un elogio va ai soccorritori che hanno mostrato cuore. A Campotosto ho assistito all’attenzione filiale di un vigile del fuoco che accompagnava una vecchietta per strada con l’anziana che lo ha ringraziato con un: “Sii benedetto”. Molti si sentono condannati all’estinzione, cosa ci riserva il futuro? Avremo ancora turisti? Noi vogliamo restare qui. Diritti natii che resistono alle forzature della natura. Il terremoto non deve creare divisioni, crepe nell’animo. Le istituzioni non sono protagoniste della costruzione del futuro, che è invece in mano alla cittadinanza attiva».

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