Petrocchi, l’incarico sullo Ior ha il sapore dell’addio alla città

11 Ottobre 2020

Il cardinale nella commissione di vigilanza sulla banca vaticana Con la designazione si avvicina il momento di lasciare la diocesi

L’AQUILA. Il cardinale Giuseppe Petrocchi forse non si aspettava di essere chiamato dal Papa a vigilare sullo Ior, la banca del Vaticano negli ultimi anni al centro di scandali e polemiche. La nomina è arrivata venerdì e così l’arcivescovo dell’Aquila, cardinale dal 28 giugno 2018, entra a far parte della Commissione di vigilanza della banca Vaticana. Un ruolo impegnativo e delicato che si aggiunge ai molti che il Pontefice gli ha già dato in tempi recenti. L’elenco è lungo. Petrocchi è infatti membro della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali, della Congregazione delle Cause dei Santi, della Congregazione per il Clero, della Congregazione per l'educazione cattolica, del Consiglio per l'economia, della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano. Impegni che portano sempre più spesso Petrocchi a Roma. Papa Francesco ha grande fiducia nell’arcivescovo dell’Aquila e gli chiede di lavorare in settori delicati, come quello economico che sta molto a cuore al Pontefice (le cronache recenti lo dimostrano). In Curia e nelle parrocchie aquilane si dà ormai quasi per contato che prima o poi (potrebbero essere giorni o pochi mesi) il cardinale Petrocchi lascerà la città dopo anni (dal luglio 2013) in cui ha riportato serenità (e c’è chi dice ha pure raddrizzato i conti economici) nella diocesi che è stata ed è alle prese anch’essa con una difficile e problematica ricostruzione. Tra l’altro fonti attendibili confermano che l’addio di Petrocchi all’Aquila sarebbe dovuto esserci già a maggio quando doveva essere nominato Arciprete della Basilica di San Pietro al posto del cardinale Angelo Comastri destinato a lasciare l’incarico per raggiunti limiti di età. Pare fosse stato individuato anche il nuovo arcivescovo dell’Aquila. Poi non se ne è fatto nulla ma la possibilità che Francesco chiami Petrocchi (che oggi ha 72 anni) al suo fianco è ormai qualcosa di più che un'ipotesi. I ruoli che man mano l’arcivescovo dell’Aquila va ricoprendo ne rafforzeranno anche la stima e l’autorevolezza all’interno nel Collegio cardinalizio. La commissione di vigilanza dello Ior – della quale fa parte pure il filippino cardinale Luis Antonio Gokim Tagle considerato fra i papabili in un prossimo conclave – vigila “sulla fedeltà dell’Istituto alle norme statutarie e svolge le altre attività previste dallo Statuto. Nomina e revoca poi i membri del Consiglio di sovrintendenza e, su proposta di quest’ultimo, i relativi presidente e vicepresidente. La commissione inoltre approva la nomina e la revoca del direttore e del vice direttore fatta dal Consiglio di sovrintendenza. E verifica infine con cadenza almeno annuale che i membri del consiglio e della direzione siano in possesso dei requisiti di competenza e onorabilità prescritti dalla legge». Secondo lo Statuto la commissione è composta da cinque membri che durano in carica cinque anni e possono essere confermati una volta sola.
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