Petrocchi: mi attende una grande sfida

Il neo porporato l’ha detto alla festa di San Bernardino. Il vescovo emerito Molinari: meglio lui che io, sono troppo vecchio
L’AQUILA. «All’inizio pensavo fosse uno scherzo». L’ha presa così il nuovo cardinale Giuseppe Petrocchi, nominato a sorpresa – e il più sorpreso è sembrato proprio lui – domenica dopo l’Angelus da Papa Francesco.
Uno stupore che sembrava passato e metabolizzato dal nuovo porporato, dopo il primo giorno. Ma ieri mattina, invece, durante la celebrazione per la festa di San Bernardino da Siena, nella basilica, ha ribadito il suo stupore per la scelta del Pontefice, sottolineando come sia «un ulteriore stimolo», non soltanto per lui, ma per l’intera città. Non l’ha presa come una “promozione”, monsignor Petrocchi, ma come una «sfida a fare sempre meglio per L’Aquila».
E a questo proposito, prima della celebrazione, il nuovo cardinale ha precisato ad alcune autorità e fedeli presenti che «non andrò via dall’Aquila», ma resterà a guidare l’arcidiocesi come ha fatto in questi ultimi cinque anni. E, anzi, «con maggiore passione, impegno e umiltà».
Petrocchi ha ricevuto anche i complimenti e gli auguri da parte dell’arcivescovo emerito, monsignor Giuseppe Molinari, che si è congratulato con il neo porporato, augurando che la nomina sia una «cosa buona per L’Aquila. È una bella cosa che la nostra città abbia un cardinale». E a chi gli ha chiesto se non fosse stato meglio nominare lui, Molinari ha risposto che Petrocchi merita la porpora e che lui è «troppo avanti negli anni», per essere ancora utile alla causa.
Tornando alla celebrazione di ieri mattina a San Bernardino, prima dell’inizio della funzione religiosa ha portato il saluto al neo cardinale anche il Nunzio apostolico monsignor Olrlando Antonini, che si è congratulato con Petrocchi facendogli gli auguri.
Presenti alla celebrazione l’assessore comunale alla Cultura, Sabrina Di Cosimo, i consiglieri comunali Giancarlo Della Pelle e Leonardo Scimia, e una folta delegazione di studenti di Montepulciano e Pienza, in provincia di Siena, che hanno portato l’olio benedetto di San Bernardino, come è consuetudine da anni. Con gli studenti anche la preside e una rappresentante dell’amministrazione comunale di Montepulciano.
Per la prima volta è stata presente anche una delegazione di Sella di Corno, il paese ai confini con la provincia di Rieti, dove nel 1200 stava San Bernardino prima di morire. Il Santo si è fatto portare dagli abitanti di Sella di Corno all’Aquila in lettiga perché voleva morire nella “sua” città.
Non sono mancati i tedofori del Movimento Celestiniano, capitanati da Floro Panti, che domenica avevano partecipato a una celebrazione a Sella di Corno in onore di San Bernardino, proprio nel giorno della festività, che è stata celebrata all’Aquila ieri per la concomitanza, domenica, della festa di Pentecoste.
Presenti in basilica ieri anche il prefetto Giuseppe Linardi e altre autorità cittadine e militari. La nomina di Giuseppe Petrocchi a cardinale è stata accolta con grande entusiasmo anche dall’Associazione cristiana degli artigiani italiani, rappresentata da Angelo Taffo. «Abbiamo accolto con grande favore la nomina di monsignor Petrocchi, auspicando che possa portare benefìci alla nostra città, dove un settore come il nostro è in grande difficoltà», ha detto il rappresentante dell’Associazione cristiana degli artigiani.
Il vescovo-cardinale è partito, subito dopo la celebrazione, per Roma, per partecipare all’Assemblea Generale della Cei (Conferenza episcopale italiana), con circa 300 vescovi, in Vaticano, nell’Aula del Sinodo, che si è aperta con l’intervento di Papa Francesco sul tema: “Quale presenza ecclesiale nell’attuale contesto comunicativo”. L’investitura di Petrocchi ci sarà il 29 giugno nel Concistoro pubblico in piazza San Pietro, con la consegna della Berretta e della Bolla cardinalizia da parte del Papa.
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