Petrocchi: «Riscoprire Celestino V L’Aquila sarà Capitale del perdono»

Il cardinale presenta il convegno sul santo eremita: «Riscoprirlo dal punto di vista spirituale e pastorale Ed eliminare le incrostazioni che hanno oscurato la sua figura. Papa Francesco ci ha affidato una missione»
L’AQUILA. L’obiettivo della Chiesa aquilana è ormai chiaro: mettere sempre più al centro della Perdonanza la figura di Celestino V come uomo, come frate e come Papa. Farne la colonna portante dell’evento, il cuore pulsante e non (come a volte è accaduto) una “figurina” da sagra di paese a cui tirare la giacca a seconda delle convenienze. Per far questo bisogna tornare alla storia, ai documenti, al messaggio che ci arriva dalla profondità dei secoli. A cancellare il “mito” negativo di un Papa “vile” e del “gran rifiuto” – alimentato dai versi di Dante che alla fin fine, ammesso che si riferisse a Celestino esprimeva solo un parere personale influenzato dalle complesse vicende politiche del suo tempo – ci ha pensato lo scorso anno Papa Francesco nella sua omelia davanti alla basilica di Collemaggio quando ha detto che Celestino «è stato l’uomo del sì», che si è smarcato dall’andazzo della sua epoca in cui il potere temporale era considerato più importante di quello spirituale.
Il cardinale arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi, dopo aver raggiunto due storici obiettivi – portare il Papa all’Aquila e avviare i lavori per la ricostruzione del Duomo – ora punta con decisione a rimuovere le “incrostazioni” sulla figura di Celestino V lanciando agli aquilani e alle istituzioni che li rappresentano un messaggio preciso: va bene la festa, vanno bene gli spettacoli, vanno bene le sfilate ma il vero “faro” è lui, il Papa del Perdono e L’Aquila è ormai «Capitale mondiale del Perdono» grazie a Francesco.
IL CONVEGNO
Il convegno che si svolgerà venerdì 25 agosto nella sala ipogea di palazzo dell’Emiciclo punta proprio a portare L’Aquila sulla strada indicata da Bergoglio. «Alla nostra città» ha detto l’arcivescovo durante la presentazione «è stata affidata una missione da Papa Francesco. Dobbiamo diventare la Capitale del Perdono anche riscoprendo la santità di Celestino V e la sua figura dal punto di vista spirituale e pastorale». L’evento «storico e pastorale» avrà come tema “L’Aquila, Capitale del Perdono. Misericordia è sapersi amati nella nostra miseria” ed è stato illustrato oltre che da Petrocchi, dal professor Walter Capezzali, da don Daniele Pinton preside dell’Istituto diocesano di Scienze religiose e dall’assessore Ersilia Lancia. «Celestino è un uomo del sì la cui santità è ancora attuale» ha sottolineato l’arcivescovo «dobbiamo eliminare dalla sua figura e dalla Perdonanza, quelle incrostazioni che nel corso dei secoli hanno oscurato la sua grandezza umana e spirituale e il dono dell’indulgenza del Perdono che ha anticipato il primo Giubileo del 1300».
L’ORGANIZZAZIONE
Il convegno – promosso dalla Chiesa aquilana, dall’Istituto di scienze religiose e dalla società internazionale per lo Studio del Medioevo latino – ha il contributo del Comune, della Fondazione Carispaq, della Regione Abruzzo e del consiglio regionale. Al termine del convegno, alle 18, il cardinale Petrocchi presiederà una “liturgia vesperale” davanti al mausoleo che custodisce le spoglie mortali di Celestino V e pregherà il Papa del Morrone perché «accompagni» il ministero di Papa Francesco.
LE BOLLE
Il “pezzo forte” del convegno sarà la presentazione di un volume a cura di Ugo Paoli e Paola Poli (pubblicato grazie alla Fondazione Carispaq) che raccoglie, per la prima volta, tutte le 145 Bolle (compresa quella della Perdonanza) firmate nel 1294 da Celestino durante il suo breve pontificato.
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