Pettorano, avvistato un altro orso

16 Settembre 2014

Un giovane racconta: è fuggito tra gli alberi mentre mi avvicinavo

PETTORANO SUL GIZIO. Non era il solo esemplare ad aggirarsi nelle campagne di Vallelarga l’orso morto la scorsa settimana ai margini della pista ciclabile di Pettorano sul Gizio. La scorsa notte un giovane, Angelo Romagnoli, residente nella frazione di Valle Larga ne ha avvistato un altro a pochi metri da casa. «Il plantigrado», racconta, «non di grosse dimensioni, era proprio sulla strada, ed è rimasto fermo pochi istanti illuminato dai fari della mia auto. È fuggito tra gli alberi mentre mi avvicinavo con l’auto verso di lui, forse ha avuto paura di essere investito». Secondo i dati forniti dai responsabili della Riserva del Monte Genzana e quelli raccolti dal corpo forestale dell'Aquila, sarebbero tre gli orsi che frequentano la zona di Pettorano, diventati due, un maschio e una femmina, dopo il tragico ritrovamento di venerdì. La morte dell’orso ha portato alla ribalta il tema della tutela. Mentre a Pettorano si è formato un Comitato in difesa, “Dalla parte dell’orso”, l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca, ha parlato di «non adeguata gestione del territorio, o almeno di mancanza di coordinamento sinergico fra le istituzioni che sovrappongono la propria competenza nella gestione del plantigrado». Mazzocca, inoltre, ha auspicato «misure coordinate per combattere la mortalità illegale, per permettere all'orso di espandere il proprio areale, creando pur tuttavia le condizioni giuste per la convivenza con l'uomo mediante un pieno coinvolgimento dei portatori di interesse e delle comunità locali».

«La Regione è assente dal tavolo gestionale del Patom da tre mesi», ha prontamente ribattuto il presidente dell’associazione per la conservazione dell’orso bruno marsicano, “Salviamo l’orso”, Stefano Orlandini, «mentre gli appelli rivolti alla stessa negli ultimi mesi dalle associazioni animaliste in merito alla tubercolosi bovina, che mette in pericolo la vita degli uomini e degli orsi, sono stati ignorati». Intanto prosegue l’indagine della Forestale per risalire alle cause che hanno portato al decesso dell’orso. Oggi la carcassa dell’animale sarà trasferita all’istituto zooprofilattico di Grosseto per le analisi. (c.l.)

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