Piano case, buco di 15 milioni Gli atti alla Corte dei Conti

La commissione comunale di garanzia invierà una relazione alla magistratura contabile Il presidente Masciocco chiede anche la convocazione di un consiglio comunale in tempi stretti
L’AQUILA. Torna all’attenzione della Corte dei Conti il “buco” milionario nella gestione del piano Case e dei Map e cioè degli alloggi provvisori realizzati dalla Protezione civile in gran parte tra l'estate del 2009 e l'inizio del 2010 e a fine marzo 2010 diventati di proprietà comunale.
BUCO MILIONARIO. Sarà la commissione comunale di garanzia – presieduta da Giustino Masciocco – su richiesta del consigliere Lelio De Santis (richiesta evidentemente condivisa anche da altri membri) a inviare alla Procura contabile la relazione che è stata messa a punto dagli uffici comunali (in base ai dati forniti dal Sed, il servizio elaborazione dati un ente strumentale del Comune) dalla quale relazione risulta che il Comune dal 2010 a fine 2019 non ha incassato ben 15 milioni di euro tra le bollette relative ai consumi energetici, le quote di compartecipazione e i canoni di locazione. La vicenda del mancato pagamento delle bollette relative ai consumi del Piano Case è già finita una volta all'attenzione della Corte dei Conti ma i giudici contabili in secondo grado scagionarono amministratori e dirigenti comunali dall'accusa di danno erariale. Ora l'inchiesta sarà per forza di cose riaperta e in teoria potrebbe coinvolgere sia ex che attuali amministratori comunali.
IN CONSIGLIO. Il presidente della Commissione, Masciocco, ha chiesto anche la convocazione in tempi stretti di un consiglio comunale sul “buco” finanziario del Piano Case. Due iniziative (carte alla Corte dei Conti e richiesta convocazione Consiglio) maturate alla fine della riunione della Commissione di garanzia che si è svolta ieri pomeriggio con all'ordine del giorno “Gestione, manutenzione, riscossione utenze e canoni relative al progetto Case e Map analisi e considerazioni sulla relazione consegnata dal Settore bilancio e razionalizzazione”.
RELAZIONE. Alla relazione è allegata una tabella dalla quale si evincono tre dati essenziali: il dovuto (cioè quanti euro gli inquilini avrebbero dovuto pagare), il pagato (l'incasso reale comprensivo di alcune compensazioni per esempio fra il debito per le bollette e i soldi da avere per i traslochi) e il residuo, cioè il non pagato. La cifra maggiore del “residuo” riguarda i consumi e si tratta di 7 milioni e mezzo.
Il “credito” viene anche distinto per anni e si scopre che relativamente ai consumi 2010-2013 (anni nei quali il Comune nemmeno inviò le bollette) c'è ancora un residuo di un milione e mezzo di euro. Nella relazione si spiega che “sulla emissione dei consumi 2010/2013 _ con un residuo da recuperare pari 1.567.609 euro _ l’attività di sollecito da parte del Comune è stata ultimata (deve solo concludersi l'emissione degli atti ingiuntivi per una parte residuale e tale attività è prevista per l’anno corrente); sempre per il 2010-2013 il numero delle ingiunzioni fiscali a oggi emesse è di 602 per 1.165.622 euro e risulta – da ultimo aggiornamento del dato da parte di Sed – ancora in fase di recupero coatto dalla avvocatura comunale la somma di 797.197 euro”. Per quanto riguarda il “canone di locazione” attivato solo nel 2015 e che finanzia la manutenzione ordinaria il “residuo” totale è di 4.700.000 euro, mentre per il canone di compartecipazione, che finanzia il pagamento delle spese comuni (anche questo deliberato nel 2015) il residuo è di 2.500.000 euro.
Se per il periodo 2010-2013 sono state avviate procedure di recupero stringenti per il resto siamo in gran parte ancora ai solleciti di pagamento. Tra l'altro il Servizio riscossione canoni e utenze Progetto Case e Map è stato istituito dal febbraio 2018.
Nella relazione c'è anche la situazione del piano Case a oggi: su 4449 alloggi 2941 sono affittati, 600 sono liberi, 244 in manutenzione e 664 sgomberati e cioè inutilizzabili. Sui 1181 map solo 4 sono stati sgomberati, 73 sono liberi, 194 in manutenzione.
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