Piano del Parco, c’è il sì della Regione Lazio

Gran Sasso-Monti della Laga, manca l’adozione delle Marche perché il documento diventi operativo
L’AQUILA. Approvato dalla Regione Lazio il Piano del Parco nazionale Gran Sasso-Laga che ha una superficie di circa 143.530 ettari e che costituisce il terzo in Italia per estensione e coinvolge 44 Comuni, due dei quali nel Lazio: Accumoli e Amatrice duramente colpiti dal terremoto del 2016. Si tratta di un passaggio importante perché la legge prevede che il Piano diventi operativo dopo il sì delle tre Regioni interessate al Parco e cioè Abruzzo, Lazio e Marche.
L’Abruzzo aveva dato il via libera nel giugno di due anni fa. Ora resta da attendere l’adozione da parte della Regione Marche. “I principali obiettivi del Piano sono: garantire la massima salvaguardia alle aree a maggiore naturalità, promuovendo, al contempo, interventi di rinaturalizzazione tesi ad assecondare e promuovere fenomeni di successione secondaria caratterizzati dalla affermazione spontanea di specie autoctone tipiche del piano vegetazionale” scrive la Regione Lazio in una nota. “Tra gli altri scopi c’è la valorizzazione delle peculiarità presenti nel Parco, in particolare, quelle naturalistiche, storico-architettoniche e archeologiche e favorire la relazione e la continuità biologica con i contesti territoriali limitrofi. Si punta a potenziare l’organizzazione e la promozione del turismo e delle attività ricreative attraverso azioni coordinate a livello territoriale e in maniera coerente con la valorizzazione dell’identità e riconoscibilità dell’area naturale protetta”.
«È un primo importantissimo traguardo perché è la prima volta che la Regione Lazio porta in approvazione in consiglio regionale un Piano di un parco nazionale», ha detto l’assessore Enrica Onorati. «È un Piano che insiste su territori particolarmente a cuore dell’amministrazione Zingaretti, feriti dal terremoto come Accumoli e Amatrice, contribuendo a dare certezze alla pianificazione in modo funzionale alla ricostruzione. Il Parco, infatti, ha tenuto in debita considerazione le indicazioni pervenute dai Comuni relativamente alla ricostruzione». I tempi di approvazione del Piano sono ormai al limite dei venti anni. Infatti il consiglio direttivo dell’Ente, con delibera del 21 dicembre 1999, approvò la definitiva stesura del Piano del Parco. Nel mese di marzo del 2000 il Piano fu trasmesso alle regioni Abruzzo, Marche e Lazio per l’opportuna “adozione”. Ora si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel.

