Piano di emergenza infuria la polemica

17 Settembre 2017

Aree di attesa e protezione civile, lo scontro non rientra

AVEZZANO. In tempi di grande attenzione ai temi della sicurezza, infuria la polemica sul Piano di emergenza comunale ad Avezzano. Uno strumento che conta 23 aree di attesa, più due di emergenza da utilizzare anche per la sosta di mezzi e il montaggio di tende, adeguata segnaletica, la contestuale campagna di informazione che ha portato nelle case degli avezzanesi il materiale informativo utile per affrontare le emergenze, la predisposizione di un’innovativa App, operatori preparati e nuovi mezzi. A rivendicarne la paternità è la passata amministrazione guidata da Gianni Di Pangrazio e in particolare il consigliere Gianfranco Gallese.
«Abbiamo lasciato questa eredità al sindaco De Angelis», spiega Gallese, già presidente regionale del Corpo nazionale del soccorso alpino e membro della scuola nazionale medica, «ma non solo: lo spostamento del Coc nella sede della Vivenza era già stato stabilito da noi, che quella scuola abbiamo ricostruito. La crescita e il potenziamento del gruppo di protezione civile di Avezzano», sostiene Gallese, «sono stati un fiore all’occhiello per l’amministrazione Di Pangrazio, che in quattro anni ha operato per la formazione e il consolidamento di una squadra di altissima professionalità e competenza, tanto da ottenerne l’inclusione nell’élite del soccorso regionale, cosa che ha certificato il salto di qualità per la protezione civile cittadina e ha permesso anche il potenziamento del parco mezzi. Parliamo dello stesso gruppo che ha ricevuto l’encomio dal sindaco di Farindola per lo straordinario intervento a Rigopiano e che ha affrontato l’emergenza neve lo scorso inverno pulendo e mettendo in sicurezza 50 chilometri di viabilità in tempi record, tutto a titolo pienamente gratuito. Il sindaco De Angelis», continua Gallese, «si sforzi di non insultare quanti hanno operato per il bene della città, visto che al più, nelle aree di attesa individuate dall’amministrazione precedente, dovrà tagliare l’erba che è ricresciuta e fare ordinaria manutenzione». Non si è fatta attendere la replica della maggioranza. «Gallese», afferma il consigliere Alberto Lamorgese, «fa un attacco inadeguato perché nessuno si è mai permesso di offendere il lavoro dei volontari della protezione civile. Ogni volta che i cittadini vengono informati di oggettive realtà, arriva una replica inopportuna che siamo sicuri, però, non confonderà gli avezzanesi su quanto non è stato fatto. Nella riunione operativa che si è tenuta per riorganizzare il delicato settore, nessuno ha screditato il lavoro dei volontari e ci si è concentrati solo sulle criticità con cui la nuova amministrazione si ritrova a fare i conti. Problematiche sollevate dagli stessi operatori che erano nelle disponibilità dell’amministrazione Di Pangrazio. Stiamo lavorando su un piano che la precedente amministrazione ha riorganizzato nelle funzioni solo dopo quasi quattro anni», conclude Lamorgese, «se lo facciamo appena dopo due mesi dall’insediamento, i cittadini capiranno da soli che non può che essere un merito. Si era pensato già al trasferimento del Coc alla Scuola Vivenza? Però non c’è stato e quindi lo faremo noi. I proclami dell’amministrazione precedente riguardo a cento volontari di protezione civile a disposizione dell’Ente», conclude Lamorgese, «non mettono in conto quali fossero i numeri degli iscritti, in quanto i volontari in forza e formati sono poco più di una ventina. Affinché le cose funzionino e affinché in caso di emergenza arrivino quanti più iscritti alla protezione civile, è necessario investire su un abbigliamento adeguato e su mezzi funzionali. Per non parlare dei rimborsi che sembrerebbe non siano mai andati a ricompensare l’impegno di queste persone».
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