«Piano di prevenzione per il Morrone»

22 Ottobre 2017

Protocollo d’intesa tra 4 Comuni per attivare un monitoraggio: in inverno si temono valanghe nelle aree devastate dal rogo

SULMONA. Prevenzione e monitoraggio continuo sul Morrone per scongiurare il ripetersi dell’incendio che ad agosto ha tenuto sotto scacco un intero territorio. Questo l’intento del protocollo d’intesa che sarà siglato tra i comuni di Sulmona, Pratola Peligna, Pacentro e Roccacasale.
Daranno un aiuto concreto anche l’Università “d’Annunzio” di Chieti-Pescara, l’Ordine dei geologi e il Parco nazionale della Majella che hanno partecipato all’incontro convocato in aula consiliare dal sindaco Annamaria Casini.
«Il senso di questo incontro è individuare la maniera coordinata di mettere a sistema contributi e risorse per affrontare la stagione invernale dopo l’incendio, pianificando interventi di prevenzione e di riduzione dei rischi», interviene il sindaco. «Insieme a me e all’assessore comunale Alessandra Vella hanno partecipato i carabinieri forestali, la Protezione civile, il direttore del Parco Majella, esperti di valanghe e professionisti dell’Università di Chieti-Pescara, amministratori e assessori di quattro paesi che hanno risposto all’invito rivolto a tutti i sindaci del territorio. Si stanno illustrando i lavori effettuati dai geologi, incaricati dalla Regione, su mia richiesta, che hanno operato sulla montagna bruciata».
L’allerta, dunque, resta alta, anche se l’interdizione all’area sarà revocata, come fa sapere l’assessore all’Ambiente del Comune di Pratola Peligna Fabiana Donadei. «Insieme ai rappresentanti dei Comuni coinvolti ho ascoltato gli interventi dei geologi incaricati e dei tecnici della Regione sull’attuale situazione», riferisce. «Abbiamo convenuto sulla necessità di realizzare un protocollo d’intesa tra i diversi enti per portare avanti il monitoraggio della situazione che appare in continua evoluzione. Non sussistendo pericoli immediati, l’ordinanza di interdizione all’area montana potrà pertanto essere revocata dal sindaco. Resta comunque il divieto di accesso nei casi di allerta meteo».
L’incendio sul Morrone ha acceso anche i riflettori sulla necessità di costituire gruppi e poli di protezione civile nei vari paesi interessati dalle fiamme. Come accaduto a Pacentro. «L’incendio del Morrone ha fatto emergere la necessità di costituire a Pacentro un gruppo di Protezione civile», aggiunge il sindaco Guido Angelilli. «Mi sono già attivato chiedendo aiuto alla Regione e ai privati in modo tale che il nostro Comune non resti sguarnito di un presidio di Protezione civile che diventa punto di riferimento in casi di emergenza».
Spente le fiamme, sono divampate le polemiche sui roghi del Morrone, con partiti politici, associazioni, comitati e gruppi di cittadini che hanno detto un secco “no” al rimboschimento degli ettari andati in fumo a fine estate. Sul caso è nato anche il comitato “Giustizia per il Morrone”, che non ha risparmiato accuse su «ritardi e mancanze nella gestione dell’emergenza». Il gruppo di attivisti – dopo aver fatto richiesta di accesso agli atti ai vari enti e organi coinvolti nelle operazioni di spegnimento – ha sollecitato anche la presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella.
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